venerdì 26 novembre 2010

Chef Touch

Si sta avvicinando il Natale e io dovrei cominciare a scrivere la letterina a Babbo Natale.

Caro Babbo Natale
Quest'anno NON vorrei:
- la pace nel mondo (la chiedono già le ochette bellocce che partecipano ai vari concorsi)
- che tutti ci volessimo più bene (il tvb impazza nell'etere..... a parole)
- tanti dolcetti (me li faccio da me)
-la Barbie (con i soldi del suo guardaroba mi rifaccio il mio per le 4 stagioni)
Ti chiedo invece di impegnarti, per portarmi lo Chef Touch che ancora non ho.
Non fare lo gnorri come il tuo solito, so benissimo che sai a cosa mi riferisco.
E non tirare fuori la scusa che nella mia cucina non ci sta. Basta abbattere la parete che divide la mia cucina con quella della vicina e siamo a posto. Tanto lei vive sola, che se ne fa di una cucina grande?
Per evitarti qualsiasi alibi, ecco qui sotto foto e caratteristiche del giocattolo. ( da corriere della sera.it)
f.to la tua adorabile Carlotta
ps: occhio che se non mi accontenti ti ritrovi le renne al forno laccate alla cinese con salsa di mirtilli!!!





SCHEDA PRODOTTO
  • Nome:
    Chef Touch
  • Categoria:
    Forni
  • Azienda:
    KitchenAid
  • Stile:
    Design
  • Designer:
  • Anno:
    2010
  • Materiali:
    Acciaio inox
    Finitura EasyClean
  • Varianti:
    Chef Touch è disponile in due eleganti estetiche: Pro, caratterizzata dalla maniglia curva e dalle manopole, e Design, con touch control e maniglia dal design lineare e rigoroso
    I singoli elementi presentano le seguenti misure:
    Forno a vapore (AxLxP) 455x595x517 mm; Macchina sottovuoto (AxLxP) 435x595x535 mm; Abbattitore (AxLxP) 595x595x578 mm
  • Misure:
    Riferite ai tre elementi assemblati:
    L 59,5 cm
    P 58 cm max
    H totale 148,5 cm
  • Prezzo al pubblico:
    Abbattitore di temperatura è 4.900 euro. Macchina per sottovuoto è 2.500 euro. Forno a vapore è 1.300 euro

martedì 23 novembre 2010

Crema di zucca e topinambur

Che sia la stagione delle zucche si sa.
Che la blogosfera sia invasa da ricette con la zucca, anche questo è visibile.
Che anche io mi cimenti in una ricetta con la zucca era prevedibile :-D
Cominciamo dall'inizio.
Ci sono zucche piene e zucche vuote.
In cucina, di solito, si usano le zucche piene.
Le zucche vuote si possono trovare in tantissimi luoghi, talune anche in posti di potere e non si possono usare in alcuna preparazione culinaria.
Come si fa a capire se una zucca è piena o è vuota? Semplice.
Le zucche piene hanno la polpa arancione, qualche seme bianco e sono, di norma, in vendita dai fruttivendoli o al reparto verdura del super.
Le zucche vuote si trovano ovunque, spessissimo partecipano a trasmissioni televisive dove esprimono opinioni o danno giudizi. Per tenere sempre a portata di mano queste perle di pensiero io le ho tutte raccolte in archivio alla voce "caz..volate".
Passiamo alla ricetta, che è meglio.


Ingredienti:
600 gr di zucca già pulita
400 gr di topinambur
1 cipolla bianca
olio evo
sale, pepe bianco
brodo vegetale
cubetti di pane tostati
50/60 gr parmigiano reggiano




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Tritate la cipolla e fatela appassire con un po' di olio evo.
Aggiungete la zucca tagliata a cubetti e i topinambur mondati e tagliati a pezzetti.
Fate insaporire e poi portate a cottura aggiungendo del brodo vegetale. Va benissimo anche l'acqua se non avete il brodo.
Regolate di sale e pepate
In una larga padella, fate insaporire i cubetti di pane nell'olio evo, scolateli e poi passateli nel  parmigiano grattugiato.
Servite la crema accompagnata dai cubetti di pane che ogni commensale metterà nel piatto come meglio gradisce.

giovedì 18 novembre 2010

Gnocchi di patate al radicchio di Treviso e pancetta

Non ci sono più le stagioni di una volta!
Una volta si sapeva che a novembre si era in inverno, faceva freddo, si mangiavano castagne e vino e il radicchio era bello croccante perchè c'erano già state le prime brinate.
Adesso non si capisce più una mazza.
Domenica c'erano 15 gradi e di brinate neanche a parlarne.  Il mio ortolano ha già le prime "rosole" ( per i lettori stranieri, le rosole sono il rosolaccio :D) che dovrebbero comparire in primavera, mica ora.
Secondo il disciplinare del radicchio rosso di Treviso, il tardivo si raccoglie a novembre dopo la seconda brinata.
Bon, non essendoci stato questo fenomeno atmosferico, che facciamo?? Buttiamo il radicchio??
Francamente, io direi di fregarcene e di mangiarlo lo stesso.
E' dunque seguendo questo principio che ho preparato questi gnocchi.


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Ingredienti:

600 gr di gnocchi di patate
1 cespo di radicchio rosso tardivo di treviso
200 gr di pancetta fresca
1 scalogno o mezza cipolla bianca
1/2 bicchiere di vino bianco
sale, pepe.

Per fare  gli gnocchi non vi do indicazioni, mi pare superfluo.
Per il condimento, tritare lo scalogno e farlo appassire in un tegame con un po' d'olio. Aggiungere la pancetta tagliata a cubetti, farla rosolare e sfumarla con il vino bianco. Potrebbe andare bene anche del vino nero non molto corposo che andrebbe ad accentuare il colore finale del piatto.
Aggiungere il radicchiorosso, pulito lavato e tagliato a pezzetti, salate  e pepate. Lasciate cuocere cinque minuti. Personalmente mi piace che il radicchio sia un po' croccante    
Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata e poi spadellate gli gnocchi nel sugo spargendo qua e là parmigiano reggiano ad libitum. :-))
     

mercoledì 3 novembre 2010

Piccoli bigné al cioccolato con granella di zucchero

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La colpa è di Chiara che mi ha indotto in tentazione :((
Io faccio la brava,  cerco di resistere ma poi trovo i contest e mi lascio trascinare nel vortice dei dolciumi.
Come questa volta.....
Questo non era il dolce che volevo preparare. Avevo in mente tutt'altro ma, per avversità ehm... diciamo di ordine "pratico" ( ho lasciato la bocchetta liscia del sac à poche in montagna, forse, o forse l'ho persa), ho dovuto ripiegare su un'altra ricetta.
Beccatevi dunque questi bignè

Per la pasta bignè:
125 gr di farina
60 gr di burro
3 uova
sale

Per la crema pasticciera al cioccolato:
500 ml di latte
150 gr di zucchero
4 tuorli
50 gr di farina
100 gr di cioccolato fondente al 70%

Per decorare:
cioccolato fondente
granella di zucchero

Mettete in un pentolino 250 gr di acqua con il burro e un pizzico di sale. Prima che bolla gettate in un colpo solo tutta la farina e mescolate velocemente con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Continuate a mescolare finchè l'impasto si stacca dai bordi sfrigolando.
Togliete dal fuoco, mettetelo in una ciotola e lasciate intiepidire.
Aggiungete le uova uno alla volta amalgamandolo bene con le fruste a a gancio prima di aggiungere il successivo.
Mettete la pasta liscia e cremosa in una tasca da pasticciere con  la bocchetta liscia ( Cosa che non ho fatto sempre per via del fatto che non la trovo più :D Ho invece usato 2 cucchiaini da tè) e formate tanti piccoli bignè sulla piastra ricoperta di carta forno. 
Con questa dose io ne ho ricavati circa 40.
Infornate a 200° per circa 20 minuti.

Per la crema pasticciera, lavorate i tuorli con lo zucchero, unite la farina e il latte caldo a filo.
Mettete sul fuoco, aggiungete il cioccolato fatto a pezzetti e, sempre mescolando fate addensare. 
Ci vorranno circa 8 minuti.
Lasciate freddare e poi farcite i bignè.

Per la decorazione io ho usato del cioccolato fondente fatto sciogliere a bagno maria e della granella di zucchero


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Con questo post partecipo al contest di Dolcemente neve:


La mia prima raccolta: Passione al cioccolato

martedì 26 ottobre 2010

Tagliolini all'uovo con guazzetto di gamberi e vongole veraci

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 Per partecipare al contest di Fabiana, devo necessariamente raccontarvi qualcosa di privato e dunque, ecco qui la storia.


Con il suo diploma di ostetrica le venne assegnata anche la condotta.
Era felice, se non fosse stato che il paese che le era stato assegnato era a più di 800 km di distanza.
Scese dal treno  e si avviò alla stazione delle corriere che facevano da collegamento fra la grande città  e il piccolo paese arroccato sul cocuzzolo della montagna.
Un giovane elegante e di bell'aspetto l'aiutò a sistemare i suoi bagagli e le fece compagnia durante il tragitto.
Per entrambi fu amore a prima vista ma lei non lo ammise mai considerandolo una debolezza inconfessabile per una signorina perbene. 
Si sposarono un anno dopo contro la volontà di entrambe le famiglie.
Da parte di lei ritenevano che un damerino non avrebbe saputo mantenere una famiglia, per di più del sud.
Da parte di lui ritenevano che il primogenito di famiglia nobile non poteva sposare una plebea, per di più del nord.
A dispetto di ogni nefasta previsione, fu un matrimonio felice dal quale nacquero 2 figli.
Ma non durò a lungo.
Scoppiò la seconda guerra mondiale e lui, avendo rifiutato la tessera di partito, perse il posto al Ministero e  partì volontario per la guerra nel mese di giugno del 1942.
Non rispose all'appello serale del 16.12.1942, dopo l'aspra battaglia nella grande ansa del Verch Mamon e fu dichiarato disperso. 
Lei lo attese fino alla fine dei suoi giorni.

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Ai miei nonni Enrico e Nina.
Di loro mi restano il libro del corso specialistico di lei e il binocolo da teatro di lui.
Non sono oggetti in metallo prezioso ma per me valgono molto, molto di più.


A mio nonno piaceva molto il pesce e mia nonna faceva la pasta in casa quasi ogni giorno (ho imparato da lei) e dunque questa è la mia ricetta.


Ingredienti:
Per il guazzetto:
500 gr di gamberi
1 kg di vongole veraci
un battuto di prezzemolo aglio e scalogno
vino bianco
5/ 6 pomodorini
pepe bianco
olio evo


Per i tagliolini:
2 uova intere e 1 tuorlo
300 gr di farina 
sale.


Per fare la pasta fresca ci vogliono le uova, la farina, un pizzico di sale, una spianatoia e un po' di movimento di fianchi e dei muscoli delle braccia.
Se non avete voglia di lavorare usate i tagliolini già pronti  :D


Aprite le vongole a parte e filtrate l'acqua che rimane sul fondo.
Mettete dell'olio evo in una padella e unitevi il battuto facendolo leggermente stufare. 
Aggiungete i gamberi opportunamente puliti, fateli colorire e sfumate con vino bianco.
Aggiungete le vongole e i pomodorini a pezzetti.
Unite l'acqua di governo delle vongole ma fate attenzione perchè è salata. 
Eventualmente aggiungete acqua normale.
Fate cuocere altri 5/6 minuti.
Nel frattempo cuocete i tagliolini che poi condirete con il guazzetto.

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Con questa ricetta partecipo a:

martedì 19 ottobre 2010

Torta di Merlin Cocai

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So già che, novelli Don Abbondi, mi direte Merlin Cocai, chi era costui?
Avete ragione a non conoscerlo, quello non era il suo vero nome.
Lui in realtà si chiamava Gerolamo, aka Teofilo, Folengo aka Merlin Cocai(1491/1544).
Nato in quel di Mantova da padre notaio, ottavo di nove figli, fu avviato alla vita religiosa e divenne frate. 
Gironzolò per vari conventi veneti e fu precettore a Venezia dei figli di Camillo Orsini.
Fu un intellettuale, un grande maestro di cucina e il precursore di quella che oggi noi chiamiamo enogastronomia , che lui chiamava "ars lecatoria".
Insomma un vero gourmand
Gourmand in tutti i sensi visto che gli piacevano le donne e che per questo motivo fu cacciato dall'ordine religioso per un certo periodo di tempo.
C'è da dire che a quel tempo i postriboli romani erano controllati dallo stato papale che riscuoteva i balzelli sull'attività delle meretrici.
Forse Merlin frequentava donne "private" evadendo in questo modo le tasse ?? Vallo a sapere! :D
In ogni caso questo gaudente fraticello è l'autore del  Baldus che ispirò Rabelais per Gargantua e Pantagruel e di  Doctrinae Cosinandi una vera e propria raccolta di ricette.
Scrisse anche Zanitonella storia di un amore non corrisposto fra Zani e Tonella,
con buona pace di quelli che pensavano che inventare il termine "Brangelina" per definire la coppia Pitt-Jolie fosse una loro genialata.
A questo misconosciuto grande uomo, vengono dedicati incontri gastronomici e piatti particolari.
Esiste anche un'associazione:http://www.teofilofolengo.org/index2.php


Comunque, veniamo alla ricetta.
Non è mia, è del giovane chef Francesco Benetton.


Ingredienti:
500 gr di pasta brisée
200 gr di pancetta
3 uova intere ed un tuorlo
300 gr di chiodini ( io ci ho messo i porcini) già cotti
200 gr di asiago fresco ( io ci ho messo il gruyere)
qualche cucchiaio di latte
burro
olio evo
sale


Tagliate la pancetta a dadini e fatela saltare in padella con un po' di olio evo. 
Tritate grossolanamente i funghi e tagliate a cubetti il formaggio.
In una ciotola, sbattete le 3 uova, aggiungete la pancetta, i funghi e il formaggio.
Regolate di sale
Foderate con metà pasta brisée una tortiera precedentemente imburrata, versatevi il composto e richiudete con un un altro disco di pasta brisée.
Spennellate con il tuorlo d'uovo diluito con un po' di latte ed infornate a 200° per circa mezz'ora.
Io ho usato stampini monoporzione.


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Con questo post participo al contest:



La mia prima raccolta

lunedì 18 ottobre 2010

Una giornata tutta rosa

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Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno.
Vogliamoci bene e facciamo le opportune visite mediche ed esami.
Seguite la campagna Nastro rosa


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E' una semplice zuppa inglese nel bicchiere.
Uno strato di pan di spagna imbevuto nell'alkermes, uno strato di crema pasticciera alla vaniglia e uno strato di crema pasticciera al cioccolato.
Giusto per restare in argomento rosa :-)

giovedì 14 ottobre 2010

Sugoli

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Certo non è un dolce nuovo ma è un dolce di stagione.
La donna passava di calle in calle con la sua pentola e il ramaiolo.
I ragazzini prendevano un bicchiere dalla credenza e se lo facevano riempire con  quella specie di  budino cremoso rosso rubino.
Una generosa spolverata di cacao amaro, completava il dolce.
E tutto per 5 lire!


La ricetta è semplicissima.

Ingredienti:
uva fragola
1/2 bicchiere di acqua
farina fecola di patate
zucchero


Sgranate l'uva e mettetela a cuocere in una pentola, a fuoco dolce con mezzo bicchiere d'acqua. 
Lasciarli freddare e poi passare il composto nel passapomodoro e ricavarne il succo (senza semi).
Pesare il succo e pesare 10 gr. di fecola e 1 cucchiaio raso di zucchero ogni 250 ml di succo.
In una ciotolina stemperare la farina e lo zucchero con un po' di succo e poi aggiungerlo al restante succo.
Riportare ad ebollizione mescolando con la frusta a fuoco dolce.
Se ne otterrà un budino morbido leggermente asprigno ma profumatissimo.
Mettere il composto nelle ciotoline e lasciar freddare.
Se volete potete cospargere di cacao amaro.

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C'è chi aggiunge cannella o chiodi di garofano. 
Non credo che fossero previste nella ricetta originale, almeno in quella chioggiotta che ho appena dato. 
Era un dolce povero e si faceva con quel che c'era in casa.
E' vero che la Repubblica Veneziana commercializzava con l'Oriente e dunque l'uso delle spezie era presente nella cucina locale, ma Chioggia era diventata povera ed era abitata da contadini e pescatori. 
Del perchè Chioggia fosse diventata povera per difendere Venezia, lo racconterò un'altra volta :D
Anche la fecola che uso io è una "miglioria". In realtà si dovrebbe usare la semplice farina 00

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finito! :D


Potete anche conservare il succo (solo passato) in freezer o nei vasetti opportunamente sterilizzati e preparare i sugoli a Natale.
Vi assicuro che il profumo che invaderà le cucine vi farà sentire ancora di più il clima di festa.




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martedì 12 ottobre 2010

Biscotti salati ai funghi porcini e parmigiano

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Sabato mattina, arriva trafelata Anto:
-  Mi devi proprio aiutare...
- Se posso
- Puoi, lo so che puoi..
- Eccerto, ho studiato da santa, mi mancano pochi esami..... :D
- Domenica andiamo tutti a casa di Giacomo per un barbeque e ogni coppia porta qualcosa.... Io porto gli antipasti
- Ahh....e a che cosa avresti pensato?
- Beh, a 2 bottiglie di prosecco e poi non so....
Rido e ride anche lei. Mi fa tenerezza.
- Ma il "non so" come lo prepari? Al forno??
- Uffaaaaa... io contavo su qualche tua idea - dice
Le chiedo di raccontarmi come hanno organizzato il pranzo. 
Vale (Valentina) porta le lasagne, Giacomo (finalmente un nome per intero!) prepara la grigliata mista  e Ale (Alessandra) porta il tiramisù. Ma quanto mangiano???? Il mio colesterolo ha un sussulto e decide di mettere in preallarme la glicemia. Il mio metabolismo invece, pervaso dall'Alzheimer, non ha percepito il pericolo e continua la sua vita anarchica. :((
Considerate le portate previste le consiglio di preparare solo qualche salatino per l'aperitivo, un vero e proprio antipasto mi pare troppo. Contrattiamo un po' e poi alla fine vinco io ( la prima che dice ettepareva, la fulmino!)
- Ok, dai, ho un po' di porcini, facciamo i biscotti e te li porti via - dico io
- Ti adoroooooo...
-Ti adoro una secchia! Datti una mossa che cominciamo.
Ah, quanto mi diverto a fare la sig.na Rottermaier :))


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Ingredienti:
300 gr di farina
50 gr di burro fuso tiepido
50 gr di ricotta
qualche cucchiaio di latte
sale
pepe macinato
1/2 bustina di lievito per torte salate.
50 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di porcini già cotti e tritati grossolanamente.


Mettete in una ciotola la farina, il lievito, il  sale e il pepe. Aggiungete il burro fuso, la ricotta setacciata e 2 cucchiai di latte ( se non l'avete va benissimo anche acqua). Per il latte regolatevi dall'impasto. Se la ricotta è molto asciutta ce ne vuole 1 cucchiaio in più ma tenete conto anche dell'umidità dei funghi. Unite infine il parmigiano e il trito di porcini
Amalgamate bene gli ingredienti,  tirate una sfoglia alta circa 5 mm. e ricavatene dei biscotti con delle formine a vostro piacere.
Adagiate i biscotti sulla piastra del forno ricoperta di carta forno e cuocete a 180° per circa 20 minuti.
Per me sono più buoni tiepidi serviti con qualche fetta di prosciutto crudo.


Marzia, mi ha fatto notare che, in giro, ci sono dei contest sui funghi.
Prendo la palla al balzo e partecipo a quello di Yéti Gourmand che però vuole la traduzione in francese.

Et le voilà.


Ingredients:
300 g de farine
50 g de beurre fondu
50 g de ricotta
quelque cuiller de lait
sel e poivre
8 gr de levure chimique
50 g de parmesan
100 g de cèpes cuits et hachis grossièrement


Mettre dans une boule la farine, le levure, le sel e le poivre. Incorporer le beurre fondu, la ricotta tamisée e 2 cuillères de lait.
Controller la pâte: si la ricotta est très sec,  mettre un' autre C de lait mais on doit se rappeler de l'humidité des cepes.
Ajouter enfin le parmesan et les cepes. Melanger bien.
Etaler la pâte sur un plan de travail e la découper  aux formes que vous voulez.
Préchauffer le four a 180°, enfourner pour 20 minutes environ.




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ps: ieri pomeriggio Anto mi ha riferito che i biscottini sono stati un successo ma erano pochini  :((


Con questa ricetta partecipo al contest:


Concours de recettes sur le blog! Du 11 octobre au 14 novembre prochain!

giovedì 7 ottobre 2010

Baccalà alla trevisana

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....e quando dico baccalà intendo stoccafisso :D
Noi veneti siamo diversi e non fraintendetemi, mi riferisco solo al nome che diamo al merluzzo essicato.
Lo so che è di moda fare outing ma in questo caso è  una notizia risaputa.
Tra l'altro, anche a me piacciono gli uomini e Vanity Fair non mi ha degnato neanche di un rigo. Tze.....  :(
Speriamo che almeno Smilla Magazine mi "veda"  :)
Se vi volete iscrivere questo è il link:

http://smillamagazine.com/ricette/
Smilla Magazine - Edizioni ricette




Questa è una ricetta della tradizione veneta, meglio trevigiana ed è dello chef Cristiano Besazza per La cucina di Crema - Giavera del Montello

Ingredienti:
1 kg di baccalà ammollato
1 lt di latte
olio evo
2  belle cipolle bianche
farina 00
100 gr di parmigiano grattugiato ( loro indicano il grana padano)
vino bianco
noce moscata
sale e pepe.


Tritare le cipolle e farle imbiondire in un tegame con dell'olio extra vergine d'oliva.
Spinate il baccalà, tagliatelo a pezzi, infarinatelo e unitelo alle cipolle.
Lasciate rosolare e bagnate con un bicchiere di vino bianco.
Salate, pepate, aggiungete una grattatina di noce moscata e il parmigiano.
Cuocete in forno a 120° per circa 3 ore aggiungendo via via il latte. ( io l'ho cotto per 2 ore a 150 gradi ed era perfetto)

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martedì 5 ottobre 2010

Tortine di carote e mandorle

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Vi ho detto che ho una nuova vicina? Si chiama Alessandra, Ale per gli amici, ed è simpaticissima.
Si è sposata da poco e, a quanto pare, la cucina non è l'ambiente nel quale lei si muove più a suo agio.( sono una bastarda diplomatica :D)
E pensare che ha una cucina meravigliosa, un piano cottura ipertecnologico e un forno di quelli che ti dicono "La teglia te la porto io tesoro, non allungare le braccia, altrimenti ti scotti". :(
Dalle mie parti, in questi casi si dice: Oh Signore, perchè dai le zucche a chi non ha maiali? (che detta in dialetto è più colorita ma la sostanza non cambia).
Comunque, ieri suona il campanello e me la ritrovo davanti con un piattino in mano.
- Ciao
- Ciao, posso entrare?
Certo che poteva entrare e anche spiegarmi cosa c'era nel piattino.
- Puoi assaggiare questi biscotti? Volevo fare una sorpresa a Marco....
Uhmm... non assaggio neanche quelli che preparo io.... ma per un'amica...
- C'hai messo dentro l'acciaio? E non ti pare che ci sia un po' troppo zucchero?
Si vedeva che Ale c'era rimasta malissimo e allora ho proposto:
- Perchè non facciamo insieme delle tortine di carote così vedi come si fanno, ti segni la ricetta e le rifai anche da sola?
- Oh siiiii.... - si era improvvisamente illuminata
- Ok, buttiamo questa meraviglia nella spazzatura e cominciamo - ho detto sorridendo

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Ingredienti:

250 gr di carote
190 gr di zucchero
130 gr di burro
100 gr di farina 00
100 gr di amido di frumento
100 gr di mandorle tritate
1 bustina di lievito
3 uova
1 pizzico di sale


Cominciamo con il lavorare il burro a pomata e poi ci aggiungiamo lo zucchero.
Tritiamo nel mixer le carote crude e le uniamo al burro.
Uniamo anche le uova  e il pizzico di sale.
Mescoliamo insieme la farina, l'amido di frumento, le mandorle tritate e il lievito.
Amalgamiamo bene tutti gli ingredienti insieme  e versiamo a cucchiaiate negli stampini.
Inforniamo a forno caldo ( 180°) per circa 40 minuti.

Ho fatto appena in tempo a fare le foto prima che Ale si portasse via il vassoio.

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domenica 3 ottobre 2010

Torta salata di zucca.

Per fare una buona torta di zucca, ci vuole la zucca.
Semplice, no?
Enno'!
Ci vuole una zucca buonabuona, di quelle dolci e saporite.
La zucca che non cede facilmente al coltello, che è bella scura e tosta.
Di quelle da "tortelli", poco acquose e intense.
Di solito i mariti si prestano all'apertura della zucca e alla riduzione di questa in fettine prive della scorza.
Si sentono così forti, per la serie: "lascia fare a questi bicipiti...".
In alternativa fatelo da voi, il risultato è lo stesso. :-D
Cosa serve per fare la torta di zucca?

Ingredienti:
mezza zucca
500 g di buona ricotta
un uovo
una generosa manciata di parmgiano
noce moscata
cannella
pepe
sale
una manciata di amaretti
una confezione di pasta sfoglia fresca

Ho cotto le fettine di zucca in forno, a fuoco dolce, non più di 150 gradi. Profumo quasi di castagne...
Due o tre fettine me le sono mangiate così, calde, appena spruzzate di sale... mmhhhh...
Le altre ( nel frattempo si sono decimate), diciamo che ho usato mezza zucca non troppo grossa, le ho schiacciate bene con una forchetta fino a ridurle in una purea ( densissima comunque).
A questa purea ho unito la ricotta, amalgamato bene.
Poi ho aggiunto la noce moscata e la cannella.
Ho assaggiato, aggiustato di sale.
Ho unito l'uovo intero, rimescolato e quindi il parmigiano.
Ho tritato grossolanamente gli amaretti, non li ho ridotti in polvere, ma lasciati a pezzetti piccoli e diseguali.
Assaggiato ancora. Andava bene.
Ho messo la sfoglia ( senza levare la cartaforno) in una teglia, l'ho bucherellata e ho versato la crema all'interno.
Ho messo in forno caldo a 170 gradi per circa mezz'ora.
Mi sono dimenticata di coprirla negli ultimi minuti con un foglio di cartaforno.
S'è colorita un po' troppo.
L'ho levata e fatta intiepidire su una gratella.
Servita come antipasto è molto gradevole.
Magari, se si dispone di tempo, si possono fare piccole tartellette individuali per un'aperitivo.

giovedì 30 settembre 2010

Cobbler di pesche

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Il mio ortolano decide sempre più spesso cosa si mangia a casa mia.
Quasi tutto quello che vende è di sua produzione, frutta compresa.
Poi chiaramente, tiene anche gli ananas perchè le signore li chiedono.
Sa, mi dice, che più di una signora mi ha detto che fanno dimagrire?
Eccerto che lo so! Se tu prima dell'ananas ti scofani un piatto colmo di gnocchi, poi ti mangi uno spezzatino con patate e finisci con una fetta di ananas, anche due, crepi l'avarizia, dimagrisci sicuramente! :-(
Io queste donnine qui me le vorrei comprare per prenderle a calci nel sedere tutti i giorni dalle 14 alle 16.
Bon, sono anche andata fuori tema.
Per non tediarvi oltre, l'omino aveva anche delle pesche, queste:

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- Che pesche sono?- chiedo
- Pesche che vengono adesso, cominciano ora a maturare
- Sei sicuro?
- Certo, ce l'ho nel mio campo
- Come si chiamano?
- Non so, ma sono buone

Ecco, queste sono le notizie che ho io. A casa le ho tagliate e ho pensato che somigliavano molto a quelle che i francesi chiamano pêches de vigne.
Queste pesche, hanno la particolarità di diventare viola  (non Viola di  Zucchero e viole !) in cottura.

La ricetta per 6 è questa:

6 pesche
60 gr di zucchero
il succo di mezzo limone
una noce di burro

per la pasta:
200 gr di farina che lievita
80 gr di burro
80 gr di zucchero *
70 gr di crema di latte
2 tuorli
un pizzico di sale

Lavate le pesche, asciugatele, tagliatele a spicchi e mettetele in una casseruola con 60 gr di zucchero e il succo di limone. fatele cuocere a fuoco dolce per circa 5 minuti.
Preparate la pasta aggiungendo lo zucchero e il sale alla farina e poi unendo via via il burro a pezzetti e i 2 tuorli d'uovo che avrete sbattuto in una ciotolina con la crema di latte.
Imburrate 6 cocotte,  distribuitevi sopra  le pesche  ( ma va bene anche un'unica teglia) e ricopritele con la pasta.
Infornate a 180° per almeno 20/25 minuti


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* Le bacche di vaniglia usate, io le metto in un vaso con lo zucchero che poi uso per preparazioni come queste.

martedì 28 settembre 2010

Cheese cake alla trota salmonata affumicata

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Devo ringraziare Aurore che, con il suo contest, mi ha permesso di utilizzare in modo diverso questo splendido prodotto.
La trota salmonata affumicata, viene prodotta a San Daniele del Friuli ed è un validissimo sostituto del salmone affumicato che, a detta di Slow Food, è considerato una specie in pericolo. E se quello selvaggio rischia di scomparire, quello allevato ha un forte impatto sugli ecosistemi marini.


La ricetta è molto semplice.
Per la base:
80 gr di grissini al sesamo
1 uovo
25 gr di burro
qualche fogliolina di timo al limone


Per la farcia alla trota:
150 gr di trota salmonata affumicata
250 gr di ricotta
1 uovo
2 o 3 fili di erba cipollina tritata fine
pepe bianco


Tritate i grissini e aggiungete il burro morbido, l'uovo e qualche fogliolina di timo al limone.
Distribuite l'impasto ottenuto sul fondo di una tortiera  (o di 4 stampini) e mettete in frigo.
Nel frattempo tritate la trota e aggiungetela alla ricotta setacciata. Unite l'uovo, il pepe e l'erba cipollina tagliuzzata fine fine e amalgamate bene il tutto.
Versate il composto sopra la base e infornate per circa 30 minuti a 170 gradi.


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Con questo post partecipo al contest di Biscottirosaetralala

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sabato 25 settembre 2010

Pasticcio di pane e porcini

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Settembre, andiamo.

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E' tempo di... cucinare :D
Ed è anche tempo di funghi.
Io sto rosicando perchè più che pochi passi non riesco a fare.
Avventurarmi sulle montagne a funghi è impensabile.
Ma ho gli amici.
Di ritorno dalla Toscana, Lucia mi ha portato un cestino di porcini e un tartufo.
Il tartufo è finito ieri sera sulle uova e i porcini.... eccoli qui:


Pasticcio di pane e porcini


400 gr di pane toscano tagliato a fette ( ma va bene anche del pane raffermo che avete in casa)
800 gr di porcini ( ma anche funghi misti)
100 gr di gruyere grattugiato
4 uova
150 ml di latte intero
150 ml di crema di latte
2 spicchi d'aglio
olio
una noce di burro
sale e pepe bianco


Pulite i funghi, tagliateli a pezzetti e cuoceteli velocemente in una padella con un po' d'olio e 2 spicchi d'aglio.
In una ciotola sbattete le uova, aggiungete la crema di latte e il latte, regolate di sale.
Potete usare tegamini monoporzione o anche una teglia unica.
In ogni caso, ungete il fondo con il burro e poi accomodate a strati il pane, i funghi e il gruyere. Fatene 2 strati.
Versate nella teglia il composto e lasciatelo riposare almeno mezz'ora in modo che il pane si imbeva bene.
Infornate a 180° per circa 40 minuti.
Io di solito lo preparo a mezzogiorno per infornarlo la sera.
E' una dose per 4 persone ma, secondo me, ci si mangia bene anche in 6.

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Con questa ricetta partecipiamo al contest di Federica:


La mia 1° raccolta! Partecipate!