martedì 26 gennaio 2010

Biografia non autorizzata del radicchio

All'alba dei tempi, il radicchio si chiamava cicoria e cresceva qua e là, dove gli pareva, in modo alquanto disordinato.
Andando a caccia, l'uomo  raccoglieva i germogli di cicoria, li metteva nella sacca unta e bisunta che portava al collo e li mangiava per cena cotti in qualche modo. Se andava bene ci aggiungeva un po' di grasso di animale e qualche legume secco.
L'uomo si evolveva e la cicoria rimaneva sempre cicoria.
Quando l'uomo realizzò che oltre alla casa poteva anche avere un posto comodo dove raccogliere le verdure, scelse un pezzo di terreno adiacente all'abitazione, lo chiamò orto e ci piantò erbe aromatiche, legumi e i vari tipi di cicoria che trovava in giro.
Fu così che la cicoria si chiamò radicchio anche se il suo colore rimase verde.
Per lungo tempo il radicchio è stato il cibo dei poveri e, credetemi, di generazioni ne ha sfamate parecchie.
I Greci e i Romani  lo usavano crudo in insalata pensando che servisse a curare l’insonnia e il fegato. Il gastronomo Apicio (25 a.C.) consigliava di servirlo con garum, poco olio e cipolla affettata.
Verso il 1400 le cose cambiarono. Nel vicino Oriente, era coltivato una qualità di radicchio rosso.
La Repubblica di Venezia che si dava parecchio da fare nei commerci e trafficava in ogni dove, pensò di importarne qualche piantina da seminare negli orti della Serenissima.
Fonti non confermate, dicono che un piatto di radicchio fu offerto anche al Doge che però lo trovò amaro. Sua moglie glielo fece  mangiare lo stesso con la formula: "Magna che te fa ben".
Di mala voglia il Doge finì il piatto ma nel pomeriggio diede ordine che il radicchio fosse trapiantato in tutto il territorio della Serenissima e negli orti dogali ci fece piantare le castraure che gli piacevano di più.
Ecco perchè il radicchio si diffuse in tutto il Veneto prima e in altre regioni poi.
Nel XVI secolo, non avendo niente altro da fare perchè non c'erano nè televisione nè internet , in provincia di Treviso, si cominciò la coltivazione forzata del radicchio.
Agli inizi del '900 anche Verona, Castelfranco e Chioggia cominciarono a perfezionare la produzione della varietà di radicchio locale fino ad ottenerne il marchio IGP dei giorni nostri.

Fra le qualità meno conosciute di radicchio, c'è il radicchio del poc ( del poco) e il radicchio verdolino.
Sono entrambi la stessa cosa, varia solo la zona di consumo, e sono composti da varie qualità di radicchio ( veronese, variegato di Castelfranco, tardivo di Treviso) che crescono in piena terra senza particolari forzature da parte dell'uomo.
Credete che costino meno? Manco per idea! Costano più delle qualità IGP. :-(





Io l'ho usato come piatto unico aggiungendo dei fegatini di pollo, tagliati a pezzetti e saltati in padella con aceto di lamponi prezzemolo ed aglio. E' un'insalata che ho mangiato in Francia ma come si chiami non lo so davvero.

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