martedì 19 gennaio 2010

Radicchio di Treviso e sociologia spicciola di Pavia

Oggi dal fruttivendolo ho speso più di 20 euro per una borsina miiiiiiiisera di roba -ok, c'erano di mezzo due piantine di radicchio di Treviso, ma che diamine! - e, risalendo in auto ( a Gpl, inquino poco, sono eco-logica, io!) pensavo che finchè ho fatto la libraia, lavoro che ho sempre definito come roba da ricchi, non perchè renda molto ma perché richiede enormi risorse finanziarie per essere svolto, finchè ho fatto la libraia, dicevo, mi son sentita chiedere sistematicamente e per più di 25 anni lo sconto, in ogni stagione e perlopiù da persone che non avevano alcun evidente ristrettezza economica , come per esempio la "siura* pavese griffata", che meriterebbe uno studio Morettiano più e meglio della sua famosa "casalinga di Voghera", sciura, come diciamo a Milano e che in pavese perde la c diventando "siura", per la quale presumibilmente l'acquisto di un libro rappresenta un decimo del budget destinato al parrucchiere. Anzi, forse chiedere non è il termine più corretto; esigere è più appropriato, al punto che a fronte del mio diniego - ho corretto, avevo scritto "rifiuto" ma "diniego" mi sembra più elegante e poichè (...) per la prima volta scrivo in un blog ci terrei a fare la mia porchetta figuretta - le suddette sciure alzavano sopracciglia e tono di voce attaccando una litania che ormai sapevo a memoria (e che spaziava dal "ma come, in TUTTE le altre librerie me lo fanno", al "ma per lei che differenza fa qualche soldo in meno?" passando per il "la prossima volta non torno più". Lascio alla fantasia di chi mi sta leggendo le rispostine che davo loro hi hi hi .
Ora, sarà l'esser stata per cotanti anni aldilà di un bancone, ancorché virtuale perchè le mie librerie erano "a libero servizio", ma io non riesco a chiedere lo sconto. E' proprio un impedimento, forse si tratta solo di una forma di vergogna; insomma, mi pare brutto e stop.

Però mi chiedo: perché in libreria, in tutte, si chiede lo sconto anche a fronte di piccole cifre, ed invece non lo si chiede dal verduraio o dal macellaio? Eh?

1 commento:

  1. La tua sociologia spicciola la sposto in riva al mare.
    Ho appena fatto la spesa dal mio pescivendolo gioielliere: 40 euro per imbastire pranzo e cena per 2.
    Chiedere uno sconto?? Mica siamo in libreria!
    Però scusami, io sono una assidua frequentatrice di librerie da anni, anni, anni e anni, e non ho mai chiesto lo sconto. Sono sempre andata nelle librerie sbagliate?

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