mercoledì 10 marzo 2010

I ravioli di Nina

Nina era mia nonna ed era rimasta vedova giovane, troppo giovane.
Aveva 2 figli da crescere, da far studiare e una casa da mantenere. Cose non facili per un'ostetrica di paese dove nascevano tanti figli e dove quasi nessuno poteva pagare l'assistenza al parto.
Lei però se la cavava e riusciva a far miracoli da qualche uovo, una gallina da brodo e poco altro.
Uno dei piatti della festa erano i ravioli.
D'inverno avevano il ripieno di ricotta, uova, parmigiano e prezzemolo, quel poco che cresceva coperto al riparo di vecchi sacchi di juta.
In primavera il prezzemolo veniva sostituito dal silene e dai germogli di luppolo selvatico.
Qualunque fosse "l'erba" del ripieno, tutti i ravioli avevano un'unica caratteristica: dovevano essere circondati da tanta pasta.
E tutto questo aveva la sua ragion d'essere visto che il piatto si riempiva più di pasta che di ripieno.
Domenica, andando per campi con il cane inutile...(eccolo in tutto il suo splendore)



....abbiamo trovato i primi germogli di silene.
Stamane ho preparato i ravioli, proprio come li faceva mia nonna, poco ripieno, tanta pasta.
Naturalmente, con la poca luce che c'è in casa, la tormenta di neve all'esterno, questo è il mio massimo delle foto. :-(



Con:

100 gr di silene
100 gr di ricotta
40 gr di parmigiano
sale


ho preparato il ripieno per 30 ravioli. La pasta è al solito: 1 uovo per 100 gr di farina e un po' di sale.
Direi che bastano per 4 persone.

1 commento:

  1. Che meravigliosa storia e che piatto, anche mia nonna sarda faceva i ravioli enormi,con le coste, buonissimi io li adoro ora come allora.
    Bella la vita da cane eh?

    RispondiElimina