mercoledì 9 giugno 2010

Crostata di more di gelso

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Le filande erano opifici sorti agli inizi dell'Ottocento che, con la loro attività, modificarono l'economia dell'entroterra padano segnando l'inizio di una vera e propria rivoluzione industriale.
La Pina era l'ultima di una numerosa famiglia veneta.
Anche lei lavorava in filanda e il suo stipendio mensile finiva tutto in famiglia.
No, non tutto. A lei, la più piccola e più coccolata, veniva permesso di tenere per sè quei pochi centesimi di mancia guadagnati con ore di lavoro in più.
Dopo un anno, la Pina aveva messo da parte quel tanto che bastava per comprarsi una bella borsetta di pezza.
E venne il giorno di Pasqua.
La Pina mise l'abito buono e si recò a Messa.
Per la strada lei camminava a testa alta, con un sorriso sognante stampato sulle labbra e la borsetta che ciondolava sfiorandole il fianco.
Era così felice...
Una felicità che durò poco.
Il signorotto del paese fece chiamare il padre di Pina che faceva il sensale e  gli disse:
"Come mai tua figlia ha una borsetta? Mia figlia non ce l'ha e dunque neanche tua figlia può avercela se vorrai continuare a fare affari con me"
E fu così che la Pina dovette rinunciare alla borsetta.
A lei, a tutte le donne che furono indiscriminatamente sfruttate e che dovettero lavorare duramente nelle filande, nei campi ed in casa, dedico questo dolce



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Crostata di more di gelso


Per la pasta:
300 gr di farina 00
150 gr di burro
150 gr di zucchero a velo
2 uova piccole
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone



Per il ripieno:


100 gr di crema pasticciera


450 gr di more
20 gr di burro
200 gr di zucchero integrale





Dopo aver lavato le more, mettetele in un tegame e cucinatele brevemente con lo zucchero e la noce di burro.
Fate freddare.


Preparate la pasta per la crostata lavorando il burro freddo con la farina e lo zucchero e unite poi il limone grattugiato e le uova. Impastate velocemente e poi fate riposare il panetto ottenuto almeno mezz'ora in frigo.
Spiegazione troppo veloce? Nessun problema, vi rimando al trattato sulla frolla qui.
Se la cosa non vi convince o avete qualche dubbio, non siate timidi, mandate una mail a Pamir che sarà felice di rispondervi ( faccina che si rotola dalle risate).
Se neppure i consigli di Pamir vi convincono, fatela a modo vostro.


Vabbè, comunque voi abbiate ottenuto questa benedetta frolla, stendetela in uno stampo che avrete precedentemente imburrato ed infarinato, punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta, spalmate uno strato sottile di crema pasticciera e poi versateci la marmellatina di more.
Infornate a 180° per 40 minuti circa ( controllate il forno, il mio è anarchico).

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11 commenti:

  1. bellissima crostata e malinconica storia :) felice giorno

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  2. si, è davvero malinconica questa storia però la crostata è divina, bravissima!

    P.s. per quanto riguarda l'olio di semi nel mio plumcake ti devo dire che ho provato a mettere quello di oliva ma non mi è piciuto il gusto, troppo pesante!

    bacibaci.

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  3. Non ho parole...quelle che ho te le dico in privato!!!!!!!
    Scherzo.....bel post-ino, e brava Carlottina.
    Una lacrima e una risata nel giro di dieci secondi....ma braaava, braava.
    super smac

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  4. Mi piace tanto la dedica, anche se un po' triste.
    E mi piace tanto la forma quadrata.
    Ciao!

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  5. Avevo dimenticato di scrivere che la vita ha poi pareggiato i conti.
    Grazie ragazze.

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  6. uhhhh povera Pina... :'( a me queste storie fanno scendere la lacrimuccia...(sì, lo so, son di lacrima facile, io!!!) ma questa crostata alle more di gelso mi fa ritornare un sorrisone incredibile sulle labbra!!!Non ho mai provato 1 e dico 1 mora di gelso in vita mai...ma mi han detto che è una cosa spettacolare!!!E vista la crostata direi che potrei dare via (quasi) tutte le mie borsette per uan fettina di quella delizia!!!

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  7. je suis une grande fan de tartes de tous genres
    je trouve la tienne succulente et gourmande, parfait pour mes papilles
    bonne soirée

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  8. Che storia amara che ci hai raccontato... ma grazie lo stesso, perché ci hai fatto ricordare quanto hanno sofferto e lottato i nostri antenati per ottenere i diritti che noi, adesso, stiamo buttando via...
    Non conosco le more di gelso, qui non se ne trovano, ma la crostata di more è tra le mie preferite!

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  9. le donne hanno sembre dovuto subire grandi supprusi e mi dispiace constatare che ancora molto si deve fare...
    una crostata bellissima con un dedica da condividere
    buon fine settimana

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  10. è vero, ci sono talmente tante ingiustizie, hai fatto bene a ricordarci di tutto lo sfruttamento che c'era stato.
    X la crostata: quante more hai dovuto raccogliere x fare quel vasetto?? le trovo buonissime, ma faticosissime da preparare!

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  11. Che tempi purtroppo erano quelli!

    Per quanto riguarda la crostata... SE quando vado in Italia i mei hanno ancora i gelsi sull'albero, la faccio!!!

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