martedì 29 giugno 2010

Mediterraneo.

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La mia socia mi ha perdonato se sono fuggita.
Quindi vi racconto cosa è successo.
Ho fatto un giro nel Mediterraneo.
E' l'unica cosa bella della crociera.
Svegliarsi ogni giorno in un posto nuovo.
Italia, Grecia, Turchia, Croazia...
Si respira ogni giorno una declinazione dello stesso mare.
Profumi di terre diverse, ma non diversissime.


Alberobello: bianca e antica.
Profumo di limoni e di pesche.
L'olio denso, profumato, i taralli, i dolci con il miele.
Le tessiture pazienti, i ricami, i fischietti portafortuna.
Una visone di colori assoluti.

Il giorno dopo mi sono trovata catapultata in Grecia: Olimpia.


































Il sito archeologico è meraviglioso: stranamente la giornata era fresca e ventilata tra gli ulivi che ombreggiano le pietre antiche.
E poi l'aperitivo al porto: olive nere e pomodori rossi, feta, tzatziki e pane, polipo affogato nell'ouzo e ouzo ghiacciato guardando il mare...
Pensi ad Ulisse ma anche ad Antony Quinn mentre i ragazzi si scatenano nel sirtaki.
E si riparte.


Efeso. Efeso è romana e greca. Efeso è bellissima. Stradine lastricate che conducono ai templi, si mosaici, al foro, alla bellissima biblioteca.



A Efeso ho comperato le ciliegie e le pesche e me le sono mangiate sul terrazzino della cabina.
Dolcissime e profumate. Saporite... come se un po' del sapore del mare fosse stato assorbito dalla polpa zuccherina





Poi Istanbul.
Istanbul è una magia.
Troppo bella e troppo poco tempo per vederla.
Sapori strappati alla fretta. Il pesce grigliato mangiato al mercato del pesce con le melanzane, saporite e piccanti, e la tahine dolceamara. Le polpettine di agnello, il caffè turco e il loukum.
Il loukum talmente dolce da far fatica a mangiarlo.
Resinoso e appiccicoso. Non è un dolce da mezze misure. O si ama o si odia. :D

Insomma sono tornata, ma mica molto.
Ho ancora la testa per il Mediterraneo. Non so di preciso dove.

Crema di amarene

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Siamo arrivati alla fine di giugno e anche alla fine delle ciliegie.
Amo questo frutto perchè è stagionale, ma stagionale vero, mica come le mele che sono di stagione 12 mesi l'anno :D
Sul banco del fruttivendolo le amarene erano bellissime.
Anche il prezzo al chilo faceva la sua porca figura tanto che mio marito ha tentato di sostenere la tesi che per quel prezzo dovevano avere il nocciolo d'oro o non se ne faceva niente.
Ma, per dirla come Seneca, semel in anno licet..., e poi a me ne servivano davvero poche per la crema.


Ingredienti:
300 gr di amarene già lavate e denocciolate
200 gr di latte
200 gr. di crema di latte
200 gr di zucchero ( anche meno se le ciliegie sono dolci)
30 gr di maizena
4 tuorli
un pizzico di sale



Mettete le amarene e metà dello zucchero in una pentola. Fate cuocere per 5/6 minuti e poi unite il latte e la panna. Riportate a bollore e spegnete la fiamma.
Montate i tuorli con il restante zucchero e un pizzico di sale e aggiungete la maizena. Continuate a frullare.
Versate sui tuorli il composto di amarene, mescolatelo bene e rimettetelo sul fuoco.
Fate addensare la crema, sempre mescolando,  e poi versatela nelle coppette.
Mettete in frigo per almeno 6 ore.


Versione nelle tazze da cioccolato con farina di cocco sopra ( ma andrebbe benissimo panna montata o gelatina di ciliegie)

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lunedì 21 giugno 2010

Polpettine in camicia

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Partecipare all'ultimo momento ad un contest non è cosa semplice.
Meno ancora se non si ha tempo  di andare a fare la spesa e bisogna arrangiarsi con quel che c'è.


Dal frigo sono riuscita a recuperare:
150 gr di petto di pollo
50 gr di polpa di maiale
50 gr di ricotta fresca
50 gr di mortadella
150 gr di speck


dalla dispensa invece ho preso:
2 uova
farina 00
pane grattugiato


e infine dal giardino ho raccolto 6/7 steli di erba cipollina.


Ho macinato insieme il petto di pollo, la polpa di maiale e la mortadella e ho messo il composto in un a ciotola.
Ho aggiunto la ricotta fresca,  1uovo e l'erba cipollina tagliuzzata.
Ho amalgamato bene insieme gli ingredienti e ne ho ricavato delle piccole polpettine ( 25 in tutto) che ho rivestito con mezze fettine di speck.
Ho passato le polpettine prima nella farina, poi nell'uovo che era rimasto e da ultimo nel pane grattugiato. Le ho fritte in olio bollente.
Non ci ho aggiunto né sale né pepe perché le spezie contenute negli affettati erano più che sufficienti.


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venerdì 18 giugno 2010

Crostata di prosciutto e caprino

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Neera è in vacanza ma non basta.
Mi manda anche gli sms: sono qui e sto andando là, visto questo, bello da togliere il fiato, ecc.
Non è così che fa un'amica, che si sappia! :(
In compenso io ho avuto una settimana che potremmo definire difficile.
Fa niente, ieri è girato il vento e le cose hanno preso ad andare per il verso giusto.
Non vorrei dirlo troppo forte perchè, se si sa che la sfiga ci vede benissimo, non si sa ancora se abbia anche un udito fine. :D
E veniamo alla ricetta.
Ho comprato all'iper, un caprino che, all'assaggio, si è rivelato troppo salato per essere mangiato in purezza (trattasi di minisfiga risolvibile) e su questo difetto ho costruito la crostata.

Per la base ho utilizzato una pasta brisée ottenuta con:
500 gr di farina
150 gr di burro
sale
acqua ghiacciata qb

Per il ripieno:
150 gr di prosciutto cotto
140 gr di caprino fresco
2 uova intere
100 gr di crema di latte
pepe bianco
timo al limone
(sale)

Per una teglia da 22 cm di diametro, io ho usato metà della dose di brisée sopra indicata.
In una ciotola ho sbattuto le uova con la crema di latte e li ho incorporati al caprino setacciato.
Ho macinato sopra un po' di pepe bianco e ho aggiunto qualche fogliolina di timo al limone.
Il sale non ce l'ho messo perchè era già salato il caprino ma un po' ci vorrebbe.

Dopo aver steso la brisée nella teglia, l'ho bucherellata e ricoperta con il prosciutto cotto tritato grossolanamente.Ci ho versato sopra il composto di caprino e ho infornato a 180° per 40 minuti

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venerdì 11 giugno 2010

Ciambella con menta e cioccolato

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Giorni fa, girando fra i blog, mi sono imbattuta nel blog di Carla e mi ha incuriosito la sua ricetta del ciambellone alla menta.
Nel mio giardino la menta è un'infestante. Perchè non provare?
Carla aveva scritto che il dolce si accompagna benissimo con la cioccolata e così ho fatto una piccola variante alla ricetta ( che è perfetta così) e ci ho aggiunto 70 gr. di gocce di cioccolato. Ne sarebbero bastate 50 gr.
E' una ciambella che trovo adatta per il tè o per una merenda pomeridiana in giardino con frutta fresca e succhi di frutta.
E che profumo in cucina!
Vi riporto la ricetta per farvi capire la semplicità della preparazione:


Ingredienti
3 uova,
3 etti di farina,
2 etti di zucchero,

1 bicchiere di latte
1 tazzina da caffè di olio evo,

50 foglioline di menta,
1 bustina di lievito per dolci.


Frullate le foglioline di menta con l'olio. Montate uova e zucchero e, quando il composto risulta spumoso, versate a filo l'olio 'doroso. Amalgamate bene. A questo punto potete mettere anche la farina, un po' alla volta, insieme al lievito. Infine il latte. Imburrate uno stampo e infarinatelo: in forno a 18o° per 30 minuti. Da servire spolverato di zucchero a velo. 


E, visto che passate da Carla, date un'occhiata anche alla sua intrigante marmellata di caffè.


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mercoledì 9 giugno 2010

Crostata di more di gelso

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Le filande erano opifici sorti agli inizi dell'Ottocento che, con la loro attività, modificarono l'economia dell'entroterra padano segnando l'inizio di una vera e propria rivoluzione industriale.
La Pina era l'ultima di una numerosa famiglia veneta.
Anche lei lavorava in filanda e il suo stipendio mensile finiva tutto in famiglia.
No, non tutto. A lei, la più piccola e più coccolata, veniva permesso di tenere per sè quei pochi centesimi di mancia guadagnati con ore di lavoro in più.
Dopo un anno, la Pina aveva messo da parte quel tanto che bastava per comprarsi una bella borsetta di pezza.
E venne il giorno di Pasqua.
La Pina mise l'abito buono e si recò a Messa.
Per la strada lei camminava a testa alta, con un sorriso sognante stampato sulle labbra e la borsetta che ciondolava sfiorandole il fianco.
Era così felice...
Una felicità che durò poco.
Il signorotto del paese fece chiamare il padre di Pina che faceva il sensale e  gli disse:
"Come mai tua figlia ha una borsetta? Mia figlia non ce l'ha e dunque neanche tua figlia può avercela se vorrai continuare a fare affari con me"
E fu così che la Pina dovette rinunciare alla borsetta.
A lei, a tutte le donne che furono indiscriminatamente sfruttate e che dovettero lavorare duramente nelle filande, nei campi ed in casa, dedico questo dolce



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Crostata di more di gelso


Per la pasta:
300 gr di farina 00
150 gr di burro
150 gr di zucchero a velo
2 uova piccole
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone



Per il ripieno:


100 gr di crema pasticciera


450 gr di more
20 gr di burro
200 gr di zucchero integrale





Dopo aver lavato le more, mettetele in un tegame e cucinatele brevemente con lo zucchero e la noce di burro.
Fate freddare.


Preparate la pasta per la crostata lavorando il burro freddo con la farina e lo zucchero e unite poi il limone grattugiato e le uova. Impastate velocemente e poi fate riposare il panetto ottenuto almeno mezz'ora in frigo.
Spiegazione troppo veloce? Nessun problema, vi rimando al trattato sulla frolla qui.
Se la cosa non vi convince o avete qualche dubbio, non siate timidi, mandate una mail a Pamir che sarà felice di rispondervi ( faccina che si rotola dalle risate).
Se neppure i consigli di Pamir vi convincono, fatela a modo vostro.


Vabbè, comunque voi abbiate ottenuto questa benedetta frolla, stendetela in uno stampo che avrete precedentemente imburrato ed infarinato, punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta, spalmate uno strato sottile di crema pasticciera e poi versateci la marmellatina di more.
Infornate a 180° per 40 minuti circa ( controllate il forno, il mio è anarchico).

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lunedì 7 giugno 2010

Volumi di ricciola e pescatrice.

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Non saprei come definire altrimenti questa cosa inventata lì per lì con dei filetti di quei pesci.
Mentre meditavo di farli all'acquapazza, di farne un sugo per la pasta, un cartoccio... li ho appoggiati uno sull'altro, poi avvolti, poi ne è saltata fuori questa geometria.
Sono andata nell'orto in cerca di ispirazione aromatica.
Il finocchietto non ci doveva stare male e nemmeno il basilico, l'erba cipollina quasi fiorita è l'ideale per legare un fagottino.
Tra i due filetti ho messo un foglioline di basilico e finocchietto, sale affumicato, zeste di limone e capperi tritati ( ci sarebbe stata bene - forse meglio dei capperi- anche della pasta di olive).
Ho chiuso con l'erba cipollina e irrorato d'olio.
In forno a 180 gradi finchè sono cotti.
Io li ho tenuti poco perchè temo sempre che il pesce diventi troppo asciutto e secco.
Quindi direi che 15 minuti bastano.



Con questa ricetta partecipo al contest:
La  prima raccolta della Via delle Spezie

venerdì 4 giugno 2010

Piccole quiche di piselli e speck

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Che fare quando la tua vicina arriva con un cesto pieno di piselli freschi?
Per prima cosa si ringrazia e poi si passa una mattina a sbucciare piselli. Due balls che toccano terra!!
Vorrei fare delle piccole quiche con la pasta brisèe ma quale impasto scelgo?
Uhmmm... proviamo a passare da Pamir per vedere se fra le sue lezioni ha fatto uno studio comparato sulla brisèe.
Seeeee... hai voglia di cercare! Quella sta facendo semifreddi a manetta  ed è meglio non contare su di lei.:(
Che ne sa lei dei miei problemi di impasti?? Lei ha la planetaria, lei....
Decido di fare una fanta-brisèe, un misto fra quella di Knam e quella di Hermè.
Poi ci metto anche del mio, quel tanto che basta per dire che è una pasta "pensata".:D

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Per la brisèe:
280 gr di farina
150 gr di burro ( Hermè dice 180)
30 gr di ricotta fresca  ( il mio tocco, per sostituire pari quantità di burro)
1 tuorlo
10 gr di sale
acqua qb ( io non ne ho usato perchè la ricotta era morbidissima)

Per il ripieno:
250 gr di piselli che avevo precedentemente scottato per 10  minuti in acqua bollente salata
200 gr di crema di latte
120 gr di speck tritato grossolanamente
2 uova
100 gr di formaggi misti a cubetti ( io ci ho messo provola, fontina e mozzarella)

Ho impastato la brisèe e l'ho messa in frigo a riposare per circa un'ora
Ho preparato il ripieno lavorando la crema di latte con le uova e aggiungendo via via tutti gli altri ingredienti.
Con questa dose ho riempito 10 formine dal diametro di 10 cm. che ho infornato a 180° per circa 25 minuti.

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Buon fine settimana a tutti.

mercoledì 2 giugno 2010

4 - 4- 2

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Non sto dando i numeri, tranquille, sto solo partecipando ad un contest :D
La fantasiosa cuoca di la cucina di qb ha chiesto di preparare qualcosa da mangiare in poltrona per gli sportivi del salotto.
Considerando che il nostro Ct ama la formazione 4- 4- 2, ho pensato di preparare dei bicchierini (11 come i nostri calciatori) per  i nostri amati uomini.
Da mangiare in ordine sparso, come si preferisce, ad eccezione del dolce. Quello è uno, uno solo per festeggiare o consolarsi a fine partita

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 Per essere più precisi, li descrivo in dettaglio:

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Cous cous di mare: In una ciotola ho messo 2 cucchiai di cous cous che ho lavorato con un po' d'olio evo.
Ho fatto aprire le vongole veraci e le cozze in un tegame con un po' di cipolla tritata , 1 spicchio d'aglio e un cucchiaio d'olio. L'acqua che è rimasta nel tegame l'ho filtrata e allungata con altra acqua per ammollare il cous cous. In un altro tegame ho fatto stufare leggermente 1 piccola zucchina, 1/2 carota, 1 pomodorino e 1 cipollotto. Ho  lasciato le verdure croccanti e le ho unite al cous cous. Ho aggiunto anche le vongole e le cozze senza guscio e ho lasciato amalgamare i sapori.

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Qui c'è poco da dire: è il solito prosciutto e melone. Ho avvolto il melone su un grissino, spezzato in 2.

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Questa è una semplice insalata di cetrioli, caprino fresco e pomodori. Bianco rosso e verde... uhm... mi ricorda qualcosa.... ma non so cosa :P

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Questa è la solita insalata di gamberetti in salsa rosa. Ci ho aggiunto del melone perchè trovo che si accordi con i gamberi. Aggiungete il melone all'ultimo momento o vi ritroverete con troppa acqua di vegetazione.

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Farfalle condite con pesto alla genovese. La pasta ha cotto con i fagiolini e le patate.
Il pesto è quello classico, pinoli, parmigiano/pecorino compresi, il basilico è taroccato. Oh,.. si fa quel che si può! :D

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Spiedini di pollo con fregula e verdure . La fregula cotta è stata  condita con verdurine saltate in padella e messa sul fondo del bicchierino. I cubetti di pollo dovrebbero essere fatti alla piastra. Io ho preferito farli bolliti perchè restano più morbidi. Quelli alla piastra, dopo un po' di tempo diventano troppo secchi.

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Insalata di trota affumicata. Alla base del bicchierino c'è dell'insalata riccia, poi ho aggiunto della trota affumicata ed infine della ricotta con qualche semino di papavero per decorare. Insalata e trota sono state condite con una citronette.

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Questa è una semplice insalata di punte di asparagi bianchi di Conche e speck. Anche qui ho lasciato gli asparagi piuttosto croccanti e li ho conditi con una citronette.

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Insalata di polipetti. Che dire? Qui si gioca tutto sulla freschezza dei polipetti, il resto fa solo da cornice.

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Questa preparazione l'ho spudoratamente copiata da Moreno Cedroni. Non so se ricordate che tempo fa aveva presentato la caprese di baccalà. Ecco, io ho messo nel bicchierino la sua idea sostituendo il baccalà con il pesce mollo. Sul fondo del bicchiere ho messo un pomodorino maturo tagliato a fettine, poi il pesce, ben spinato, e ho condito il tutto con un po' di pesto al basilico.

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Per i dolci non ho molta fantasia e così ho copiato pari pari una ricetta da " I grandi libri degli ingredienti" del Corriere della Sera. Mio marito l'ha trovata un po' troppo dolce. A mia suocera e ai miei vicini è piaciuta.
Ecco la ricetta, non ho cambiato niente.
Mousse con limoncello e cioccolato bianco
Per 6 persone
1/2 lt di panna fresca
170 gr di cioccolato bianco
70 gr di zucchero
1 limone non trattato
3 tuorli
3 albumi
10 gr di gelatina in fogli
30 ml di limoncello

Mettere la gelatina a bagno in acqua fredda. Lavorare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto piuttosto chiaro e aggiungere il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria e mescolate bene.
Montare gli albumi a neve e incorporateli al composto. Fate scaldare il limoncello in un pentolino, poi togliete dal fuoco, aggiungete la gelatina ben strizzata e fatela sciogliere mescolando.
Unite la gelatina al composto di cioccolato, mescolate bene e aggiungete la scorza grattugiata del limone. Montate la panna e incorporatela al composto. Versate la mousse nei bicchierini e fatela raffreddare in frigo per almeno 5 ore.

Qui venivano usati i mirtilli. Io ho usato le ciliegie.

Con questo post partecipiamo al contest:

IL PANINO CON LA COPPA: IL PRIMO CONTEST ENOGASTRONOMICO PER GLI "SPORTIVI" DELLA POLTRONA!