giovedì 29 luglio 2010

E' la mia volta?

Carlotta
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Si, si, è la mia volta, è la volta che vado in vacanza insomma.
Cosa significa vacanza? La mia vacanza ideale è fatta di tante piccole pretese irrealizzabili, almeno per ora, perciò mi accontenterò di quello che c'è.
Passerò qualche giorno qui, in mezzo alla foresta del Cansiglio, bosco da reme della Repubblica Veneziana



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Certo, non sono le montagne di Heidi. Qui  le caprette che fanno ciao non ci sono, ci sono però delle pecore che brucano l'erba beatamente e se ne fregano se tu le saluti.
Non pensate che siano  pecore maleducate, sono solo un po' riservate; non danno confidenza neanche alle mucche che pascolano nel prato vicino, con le quali si conoscono da tempo.
Inutile dire che anche i monti non sorridono, al massimo si ricoprono di nuvole foriere di pioggia e per il resto stanno lì fermi, immobili.


Spero di non mancarvi troppo.:D
Torno a fine agosto.

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PS: Pami, ti penserò. Smacckkkk

venerdì 9 luglio 2010

Insalata di polpo, farro e pinoli.

 scrive:


Fa caldo Anto'.
Fa tanto caldo.
Ho esaurito le scorte di fantasia, di cose automatiche da cucinare: il vitello tonnato, la pasta fredda, il riso in insalata, il carpaccio...
Mi viene in mente un piatto mangiato in Liguria tempo fa.
Sicuramente c'era il polpo e il farro. Poi i pinoli... poi vado a braccio.
Ho iniziato a far cuocere il polpo tuffandolo per tre volte in acqua bollente. I tentacoli si arricciano e diventa di un bel colore rosso scuro. l'ho portato a cottura e poi l'ho lasciato raffreddare.
Nel frattempo ho lessato, per circa venti minuti , 200 g di farro.
Ho fermato la cottura sciacquandolo bene in acqua fredda.
Ho ridotto a tocchetti il polpo.
Ho colto dall'orto un po' di pomodorini a grappolo, succosi e dolci.
Li ho tagliati eliminando i semini, ho unito tutto con una manciata di pinoli e foglioline di timo.
Ho condito con sale, olio e.v.o. e limone e scorzette di limone.
E' di una semplicità...imbarazzante questa ricetta.
Ma con il caldo, Anto', è quello che ci vuole. :D

giovedì 8 luglio 2010

Panna cotta al pistacchio, pesche al verduzzo, gelatina di verduzzo.

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E' proprio buona.
Non si comincia lodandosi?
Allora diciamo che è piaciuta.
Cambia poco, vero? :D
La panna cotta, a mio parere, è un po' abusata, ma questa non è la cosa più grave.
Il fatto inquietante è che, troppo spesso, è una pallina di gomma.
Invece dovrebbe essere una crema soffice, scioglievole, morbida, ma consistente.
Il pistacchio è stato un ripiego al cioccolato bianco che non avevo.
Non avevo mai mangiato pannacotta al pistacchio ed è stata una bella sorpresa. .
Stava bene con le pesche e la gelatina di vino.
Salvati questi due bicchierini perchè nascosti.






























Ingredienti:
500 g di panna fresca liquida
100 g di zucchero
6/8 g di gelatina in fogli ( bisogna fare delle prove perchè la gelatinizzazione cambia da marca a marca)
80 g di crema al pistacchio

Mettere la gelatina ad idratare in acqua fredda.

Far prendere il bollore alla panna. Strizzare la gelatina ed aggiungerla al latte mescolando bene.
Unire lo zucchero e farlo sciogliere.
Unire, fuori dal fuoco, il pistacchio e amalgamarlo bene.
Mettere la pannacotta nei bicchierini.

Pesche al verduzzo:
4 pesche gialle
un bicchiere di verduzzo o altro vino dolce e aromatico (porto tawny, picolit, malvasia...)
un foglio di gelatina da 2/4 gr
Pelare le pesche, tagliarle a cubetti e metterle a macerare nel vino spolverate di zucchero per mezz'ora circa.
Scolarle dal vino e disporle regolarmente sulla panna cotta.
Scaldare il vino appena appena e unirvi la gelatina idratata, scioglierla bene e far raffreddare.
Sulla pannacotta fredda mettere un velo di gelatina, le pesche e ancora gelatina.
Decorare a piacere.

venerdì 2 luglio 2010

Pizza di ricotta

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ovvero ricetta anarchica per un riciclo perfetto

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Difficilmente ho del pane che mi avanza ma questa volta avevo un po' di pane toscano.
La solita panzanella? troppo vista
La pappa col pomodoro? i pomodori sono ancora di serra
E poi, a me piace pasticciare. :D
Ho ammollato il pane con dell'acqua calda, l'ho strizzato bene e l'ho messo in una ciotola.
Il peso del pane bagnato era 200g.
Ci ho aggiunto:
200 g di ricotta di pecora
1 uovo
sale, pepe.
Ho lavorato l'impasto con la forchetta cercando di amalgamarlo bene e poi l'ho distribuito in due piccole pirofile quadrate (le mie hanno un lato 12 cm) facendone uno strato alto 2 cm circa.
Io ci ho messo sopra solo alcuni pomodorini perchè l'ho servita con affettati misti ed insalata ma si può arricchire sia nell'impasto,con del pecorino per esempio, sia in superficie, aggiungendo olive, mozzarella, acciughe e quant'altro vi viene in mente.
Anche l'impasto può contenere più pane, o più uova o il pane può essere ammollato nel latte... insomma fate quello che volete, è una ricetta anarchica!
Provatela perchè è buona anche fredda, tagliata a dadini e servita con l'aperitivo.
Buon fine settimana a tutte, io vado in montagna al fresco.



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