venerdì 28 ottobre 2011

Pere cotogne profumate al vino rosso e alla vaniglia

Ovvero non far sapere al contadino quanto son buone le pere con il vino. :D
In questo mondo dove tutto sembra permesso e il limite della decenza è stato abbattuto senza pietà, modificare un motto popolare ad personam, mi pare dovuto :))
Cominciamo dal fatto che sono stata a Casola Valsenio dopo anni che non c'andavo più. Intanto m'è venuta una vescica sul tallone visto che ho voluto mettere le mie nuove Dr. Martens viola. Dite che non sono più di moda? Ah beh, ma io sono fuori moda da sempre  eheheh...
Poi, mi sono mezza ubriacata perché ho bevuto un bicchiere di vin brulè. Era buonissimo!
Insomma, c'erano delle bellissime pere cotogne e non ho resistito (non ho resistito anche ad altro, ma questa è un'altra storia :D).
Proprio ripensando a quel vin brulè ho fatto questa ricetta. 
In questo periodo il vino nuovo è ancora un po' dolce e si presta a questo tipo di preparazioni; io ho usato un merlot del Piave.
La ricetta originale è di Trish Deseine con qualche lieve modifica.
Ho la cucina profumatissima. ^_^


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Pere cotogne profumate al vino rosso e alla vaniglia
2 grosse pere cotogne ( o 5 piccole)
150 gr di zucchero semolato ( ne mette 140)
1/2 bacello di vaniglia aperto a metà ( lei ne mette 1intero)
1 pezzetto di cannella ( non lo mette)
1 chiodo di garofano (non lo mette)
300 ml di vino rosso
200 ml di acqua

Preriscaldate il forno a 150°.
Nella teglia dove poi cuocerete le pere, mettete il vino, lo zucchero, l'acqua, la vaniglia, la cannella e il chiodo di garofano. Accendete il fuoco e fate sciogliere, a fuoco dolce, lo zucchero.
Sbucciate le pere, togliete il torsolo e tagliatele in quarti.
Adagiate le pere nel vino, coprite la teglia e cuocete per 1 ora.
Trascorso questo tempo, togliete il coperchio e cuocete per un'altra ora e mezza.
Non vi preoccupate se sembra sempre che ci sia tanto liquido, alla fine sarà perfetto.
Trish Deseine consiglia di servirle con del gelato alla vaniglia o del mascarpone. Per me sono buonissime anche così.


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mercoledì 26 ottobre 2011

Patè di fegatini di pollo con gelatina di melagrana


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Mi davate per dispersa? No, io non mi disperdo mai, sarei dannosa per l'ambiente :D
E' che proprio non riesco a condensare la mia vita in un blog. 
Per una curiosità soddisfatta, ne sorgono altre 2 che esigono risposta.  Credo succeda a tutti, solo che io sono disorganizzata e ogni tanto mi incasino.
Continuo a cucinare perché bisogna mangiare e sperimento ricette perché sperimentare mi diverte.
Questa nasce da una modifica dei crostini di fegato alla toscana e l'esigenza di trovare qualcosa di rosso per partecipare al contest di Barbara.
E' stata molto apprezzata dai miei commensali. :)

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Patè di fegatini di pollo con gelatina di melagrana

400 gr di fegatini e cuori di pollo
1 scalogno
1 foglia di alloro
2 foglie di salvia
la buccia di mezzo limone
100 ml di vermouth  dry
sale, pepe
olio evo
200 gr di burro salato a temperatura ambiente
il succo di 1o 2 melograni ( almeno 150 ml)
3 fogli di gelatina


Pulite bene i fegatini togliendo grasso ed impurità e  lavateli bene sotto l'acqua corrente.
Mettete in un tegame lo scalogno grossolanamente tritato con qualche cucchiaio di olio, aggiungete i fegatini di pollo, l'alloro, la salvia e la buccia di limone. Fate dorare, sfumate con il vermouth, salate e pepate. Portate a cottura e fate raffreddare.
Togliete l'alloro, la salvia e la buccia di limone e frullate il resto nel mixer. Aggiungete il burro e frullate ancora per amalgamare bene.
Suddividete il composto in 6 ciotoline e mettetele in frigo.
Ammorbidite la gelatina in un po' d'acqua e ricavate il succo dalla melagrana.
Di solito sgrano il frutto e ne ricavo il succo schiacciandolo nel passapatate. Questa volta, avendo 4 melograni, ho scialato e ho usato lo spremilimoni.
Scaldate 4 cucchiai di succo e scioglietevi dentro la gelatina ben strizzata. Unite il resto del succo e versatelo nelle ciotoline. Lasciatele in frigo almeno 12 ore.


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con questa ricetta partecipo al contest di Barbara






mercoledì 21 settembre 2011

Pane di farro alla birra Guinness

La temperatura  è cambiata e il mio forno sta andando a manetta.
Volevo fare questo pane da tanto tempo. Soprattutto volevo testare la farina di farro con la birra Guinness e Single me ne ha dato l'occasione.
Una preparazione fusion de noaltri? Eccerto :D



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Ingredienti:
300 gr di farina di farro
200 gr di farina 00
150 gr di acqua tiepida
150 gr di birra Guinness
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio evo
15 gr. di lievito di birra.
semi di zucca ( se volete)

Sciogliere il lievito di birra nell'acqua.
In una ciotola, mischiare insieme  le 2 farine con lo zucchero. Aggiungere l'acqa un cui è stato sciolto il lievito, l'olio, il sale, e la birra. amalgamare bene gli ingredienti e lasciar lievitare per 6 ore.
Trascorso questo tempo, aggiungere i semi di zucca lavorando l'impasto sulla spianatoia  con un po' di farina.
far lievitare per altre 3 ore e cuocere in forno a 200° per 40 minuti.


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Con questo post partecipo al contest di Single in the kitchen

Perchè solo berla?!?usiamola in cucina


martedì 13 settembre 2011

Fiadone alla ricotta

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Questo è un dolce che dedico a Francesca e che mi mangio io :D
Perchè  dedicato a lei? Perchè è tratto dal libro di cui ho parlato qua, che lei non ha comprato, e perchè è davvero "minimal" negli ingredienti.
Dovessi proprio essere sincera fino alla fine, dovrei dire che l'avevo preparato anche ieri ma poi mi sono persa al telefono e l'ho bruciacchiato.
Però ho una giustificazione: ero al telefono con mia zia che mi ha elencato tutti i suoi mali presenti e passati azzardando una previsione futura sulle conseguenze dell'atrite che la affligge.
E anche per ieri ho dato, azz!!!

Il fiadone è un dolce corso preparato con il brocciu, formaggio di capra locale.
E' una specie di cheesecake senza la base biscotto. Si può preparare il giorno prima e si mangia tiepido o a temperatura ambiente.
Io l'ho presentato servito con pesche caramellate e salsa al cioccolato.


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Fiadone alla ricotta

400 gr di ricotta di pecora
130 gr di zucchero a velo + 1 cucchiaio
3 uova
la buccia grattugiata di un limone bio

Separare i tuorli dagli albumi e montare a neve questi ultimi.
In una ciotola, lavorare insieme la ricotta, lo zucchero, i tuorli e la buccia di limone grattugiato.
Aggiungere gli albumi montati a neve cercando di non smontare il composto.
Preriscaldare il forno a 160°.
Mettere il composto in una teglia ben imburrata e cuocerlo per 35/40  minuti.
Sfornare e cospargere di zucchero a velo.

Note: Io ho preferito non imburrare la teglia ed usare la carta forno.
La ricetta prevede la cottura a 180°per 30 minuti ma a me sembravano un po' troppi per il mio forno.


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venerdì 9 settembre 2011

Crema di foie gras

Di solito acquisto i libri in libreria e sono un'onnivora. Apro a caso i libri e leggo qui e là. Se mi convincono li compro.
Ordinare i libri in internet è tutta un'altra storia. Qui ti devi fidare delle recensioni oppure andare a simpatia come per questo libro in francese di Agnès Lambert.
Non credo che l'Agnès qui sopra sia questa Agnès :D
La presentazione era: Ricette del quotidiano e buffet delle feste, il solo libro di cucina che vi lascia il tempo di fare un bagno prima della cena.
Che poi, detto in francese suona come una proposta quasi sconcia: Le seul livre de cuisine qui vous laisse le temps de prendre un bain avant le dîner.
Un bagno prima di un ricevimento serale? Orpo, per me è grasso che cola se riesco a farmi una doccia di 5 minuti!
Comprare, comprare subito, mi sono detta.
E in effetti il libretto ha delle ricette semplici che si possono preparare per tempo in puro stile d'oltralpe.
Dovevo giusto testare le ciotoline dell'Ikea e questa ricetta era perfetta.


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Crema di foie gras
( x 5 ciotoline ikea ma sarebbe la dose per 4 p.)

60 gr di foie gras
2 uova
160 ml di latte intero
50 ml di crema di latte
sale, pepe, paprica dolce

Tagliare a pezzi piccoli il foie gras togliendo l'eccedenza di grasso.
Versare il latte, la crema di latte e il foie gras in una casseruola e portare ad ebollizione per qualche minuto.
Aggiungere un pizzico di paprica, il sale e il pepe, spegnere e lasciar raffreddare per 15 minuti.
Aggiungere al composto le uova e amalgamare bene il composto con il mixer ad immersione (o qualsiasi altro aggeggio voi abbiate per adempiere a tale funzione)
Preriscaldare il forno a 165°
Versare il composto nelle ciotoline e cuocere a bagno maria per 20/25 minuti.
Il composto alla fine deve essersi solidificato.
Servire freddo.
Per una versione chic accompagnarlo  con pane alle noci e chutney di fichi.

NOTE:  Avrei messo più foie gras, magari arrivando a 100 gr. per accentuare il sapore della crema.
La ricetta originale prevede il pimento d'Espelette che io non avevo e che ho sostituito con la paprica dolce.
E' davvero una preparazione perfetta per un'entrée di una cena importante e si può fare il giorno prima per il giorno dopo.


Vi auguro di trascorrere un buon fine settimana.

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mercoledì 7 settembre 2011

Plum cake salato con pomodori secchi e fontina


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Ho una settimana alquanto impegnativa e non so se riuscirò ad essere molto presente.
Ma in cucina ci sto e produco, anche se non pubblico. :D
E' che mi ci vorrebbe un fotografo che si materializza quando il piatto è pronto e poi sparisce nel nulla.
Potrei impietosire mio marito? Ci ho provato, ci ho provato credetemi, ma il mio fascino non è più quello di una volta. A vent'anni si sarebbe fatto in quattro per fotografare la qualunque pur di farmi contenta!
Per mia fortuna gli uomini si prendono anche per la gola e qui vado alla grande. :))

Il mio amico Luca mi ha fatto avere i pomodori secchi e l'origano del suo raccolto.
I pomodori sono ancora morbidi, rossi, polposi e l'origano ha un profumo intenso.
Potevo non fare subito un cake? Si certo potevo, ma io l'ho fatto ed è delizioso (mentre facevo le foto me ne sono mangiata 2 fette)


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Plum cake salato con pomodori secchi e fontina

200 gr di farina
1 bustina di lievito per torte salate
100 grammi di fontina valdostana
50 gr di pomodori secchi 
1 manciata di olive nere (giravano disperate per il frigo)
2 uova
50 gr di latte intero
3 cucchiai di olio evo
sale ( poco!)

Lavate i pomodori secchi, asciugateli e tagliateli a listarelle.
Grattugiate la fontina ( o tagliatela a cubetti piccini)
Tritate grossolanamente le olive.
In una ciotola mescolate la farina con il lievito, aggiungete il sale, i pomodori, la fontina e le olive.
In un'altra ciotola sbattete leggermente le 2 uova con il latte e l'uovo e uniteli alla ciotola con la farina  amalgamando bene.
Foderate uno stampo da plum cake con carta forno, versate il composto e infornate a 180° per 40 minuti.
Lasciate freddare e tagliate a fette.

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venerdì 2 settembre 2011

Biscotti di frolla

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Semplici biscotti giusto per provare il nuovo tampone e per partecipare ad un contest.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole, solo il solito cazzeggio del web :D
Certo che mio marito si è allarmato, e non poco, quando mi ha visto arrivare in camera con il vassoio.
Nell'ordine ha chiesto: cosa hai combinato? che è successo? cosa devi chiedermi?
Credo sia anche impallidito ma non ci ho fatto caso perchè stavo piazzando il cavalletto davanti al letto.
E a quel punto anche la mia dolce metà ha capito che poteva bere tranquillo il suo tè.
La ricetta dei biscotti non è che la solita ricetta della frolla Etoile, o frolla di Montersino (che ha studiato all'Etoile), scegliete  voi. Comunque mia non è  ^___^
A me non piace molto, la trovo troppo dolce, quasi stucchevole, ma si sa, io preferisco il salato.
(Ah lo so, anatrema ricada su di me et maneat semper perchè mi sono permessa di dissentire dal coro osannante delle seguaci montersiniane)
Grazie ancora a Valentina che mi ha dato l'occasione di coccolarmi in una domenica di fine agosto.



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Biscotti di frolla




500 gr di farina 00
300 gr di burro
200 gr di zucchero a velo
80 gr di tuorli
i semini di una bacca di vaniglia
scorza di un limone bio
un pizzico di sale

Impastate il burro con lo zucchero a velo al quale avrete aggiunto prima i semi di vaniglia, la scorza del limone e un pizzico di sale. 
Aggiungete i tuorli e infine la farina.
Cercate di lavorare poco l'impasto. Fatene  un panetto e mettetelo nel frigo a riposare per almeno un'ora. 
Io di solito lo preparo la sera prima e lo lascio in frigo tutta la notte.
Stendete la pasta, ricavatene dei biscotti e cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 10/12 minuti.

Con questo post partecipo al contest di Valentina:

PARTECIPATE ALLA MIA RACCOLTA


martedì 30 agosto 2011

Piccole polpettine di fasolari

I fasolari sono molluschi molto comuni qui nell'alto Adriatico.
Non li amo moltissimo ma sono belli da vedere e da fotografare.


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Il mercato del pesce di Chioggia è molto pittoresco e vale la pena di farci un salto.
Anche Chioggia è una bella cittadina, costruita sull'acqua con una pianta a forma di  lisca di pesce e, al pari di Venezia, soggetta alle alte maree che invadono le calli e il corso.
Fino al 1400 Chioggia era una ricca città della laguna, forse più di Venezia. 
Le sue saline producevano l"oro bianco" che era commercializzato in tutta l'Italia; era sede vescovile ed  un suo tribuno partecipava alla confederazione delle 12 isole della laguna, primo nucleo di quello che poi sarebbe diventata la Repubblica Serenissima.
Tutto questo preambolo per raccontarvi della guerra di Chioggia, a modo mio chiaramente.:D
Era più o meno il 1372 quando Genova e Venezia,ospiti di Pietro II a Famagosta, dimenticarono le buone maniere e cominciarono a litigare prima tirandosi addosso il cibo e poi accoltellandosi.
Quando i rappresentanti delle 2 città rientrarono in patria e raccontarono l'accaduto, entrambi i dogi si infuriarono ( anche Genova aveva un doge)  e diedero l'ordine di costruire il maggior numero di navi possibili e di armare le città per vendicare l'onta.
Venezia chiese a Chioggia di partecipare alla guerra ma Chioggia nicchiava perchè doveva già tenere a bada quegli invidiosi di padovani che volevano occupare le sue saline. 
Anzi, a dirla tutta, quei contadini circa 100 anni prima avevano tentato di costruirsi delle saline autarchiche infischiandosene dei trattati firmati.
Chioggia però aveva inventato i marines antelitteram (^_^) e aveva sistemato velocemente la questione distruggendo le fortificazioni nemiche.
La città marinara infatti, dovendosi continuamente difendere, aveva un esercito agguerrito, ben armato e sempre pronto.
La flotta, capitanata dall'ammiraglio Carlo Zeno stava rientrando a vele spiegate dall'Oriente, insistettero i veneziani e, en attendant Zeno, Chioggia, guidata dal suo podestà Pietro Emo,  partecipò alla guerra. 
Zeno che evidentemente non aveva  nessuna voglia di stropicciarsi gli abiti di velluto, arrivò con molta calma solo 5 mesi dopo.
Troppo tardi: i padovani, con l'aiuto del re d'Ungheria avevano assediato la città da nord e Genova l'aveva attaccata dal mare con 47 galee. Chioggia fu distrutta e quasi tutti i suoi abitanti furono uccisi. 
Solo 10 mesi dopo dopo Venezia  libererà la città che però non si riprenderà più.



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Piccole polpettine di fasolari
per circa 20 polpettine

100 gr di fasolari (solo la polpa già pulita)
1 fetta di pane semi integrale ammollata in un po' di latte
2 cucchiai di parmigiano
1 albume 
un trito di prezzemolo e aglio
sale e pepe


farina di mais fioretto
olio per friggere


Mettete tutti gli ingredienti nel mixer, frullate gli ingredienti, aggiustate di sale e pepe e, con le mani bagnate, ricavate delle piccole polpettine che passerete nella farina e friggerete nell'olio.
Sono buone calde o tiepide.



Questo racconto storico lo dovevo a Serena che aspettava gli sviluppi della storia da ben prima che si spargesse la voce di un accappatoio color lampone :-))





lunedì 29 agosto 2011

Bicchierino di yogurt, lamponi e fiocchi d'avena

...ovvero ricetta farlocca del lunedì.
Tutto questo sempre per colpa di Vaniglia sedicente foodstylist, in realtà agente provocatore in incognito.
In incognito per gli altri...eheheh, io l'ho sgamata subito :D
Dovendo far stare in piedi questo post, vi racconterò del mio accappatoio color lampone.
Intanto ecco qui la foto e la ricetta.



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Prendete un bel bicchiere, mettete sul fondo alcuni lamponi, qualche cucchiaiata di yogurt greco e ricopritelo con fiocchi di avena.
Decorate con un lampone.
Fate la foto al bicchiere e poi chiamate vostro marito e dite: lo mangi o lo butto?
Anche se sono le 11 di mattina, in questo periodo di vacche magre vi dirà che lo mangia, borbottando che non capisce il senso di mischiare queste cose insieme.
Non potendogli raccontare che Vaniglia sicuramente metterà la non ricetta e che voi dovete rispondere, potete sempre inventare che volevate vedere in fotografia l'effetto del  fondo rosa del bicchiere con i lamponi rossi. :D
Ma se vi racconto anche del mio accappatoio il post viene troppo lungo e noioso. Sarà per la prossima volta dai  :-)




martedì 23 agosto 2011

Bavarese di pomodoro


Credo si sia capito che adoro Michel Roux.
Adesso ho anche deciso di fare outing:
Voglio sposare Michel Roux! 
C'è da dire che  ne ho parlato con mio marito il quale si dichiara d'accordo purchè gli faccia ascoltare in pace le ultime novità di calciomercato. :(
Mi riferisco a Michel Roux Sr. chiaramente.... ehm... però non disdegnerei neppure Michel Jr..... ho un amore flessibile ed accomodante io.   :-D
Insomma, datemi un Roux in cucina e vi cambierò il mondo!
( Mike I love you, please call me!) 


Questa è una preparazione che vi consiglio caldamente di provare. (oddio, caldamente di questa stagione sarebbe meglio evitare, però..)
E' semplice da fare, fresca, appetitosa e sufficientemente elegante per aprire un pranzo importante.



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Bavarese di pomodoro
per 6

250 gr di pomodoro fresco passato
2 cucchiaiate di passata di pomodoro ( non l'ho messa)
2 fogli di gelatina
5 gocce di tabasco
1 cucchiaio di salsa Worchester
200 ml di panna densa leggermente montata ( io ho usato panna fresca montata un po' di più)
sale e pepe
origano fresco ( aggiunta mia)

Qualche piccola considerazione prima di spiegare la ricetta:
- ho usato del pomodoro fresco che ho passato. Il succo che ho ottenuto, l'ho poi aromatizzato con origano fresco e ridotto fino ad ottenere i 250 gr. richiesti. Poichè era molto denso, non ho usato le due cucchiaiate di passata prevista.
- ho usato crema di latte fresca che, essendo meno densa di quella a lunga conservazione, ha dovuto essere montata un po' di più

Ammollate la gelatina in acqua fredda.
Scaldate un terzo della passata di pomodoro, strizzate la gelatina ammorbidita e e fatela sciogliere dentro.
Mettete in una ciotola la passata di pomodoro fredda e quella con la gelatina, aggiungete il tabasco, la salsa Worchester ed infine la panna.
Regolate di sale e pepe.
Versate la bavarese negli stampini, livellate la superficie e mettete in frigorifero a rassodare per 1 notte. 
Michel Roux dice di mantenere in frigo per 2 ore. Non so se bastano, ma potete provare.
Come stampino io ho usato lo stampo da financier riempito per un terzo ma le porzioni sono un po' grandine.




Ah, volevate la versione finger food? Non ce l'avessi, ma ce l'ho :-))

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lunedì 22 agosto 2011

Ricotta e verdure con pesto al basilico e pistacchi

... ovvero la non ricetta del lunedì.
Di chi è l'idea? Ma di Vaniglia aka Rossella e della sua pressione bassa!
Io vivo al mare per 365 giorni l'anno, a circa 200 metri dalla spiaggia.
Mi piace l'estate? Si certo, se la passo in montagna mi piace moltissimo.
Per il resto amo il mare, specie d'inverno, quando sulla spiaggia non c'è nessuno, il vento ti sferza la pelle e mare e cielo si confondono nei toni del grigio piombo.
Passiamo alla mia non ricetta? Passiamo...


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Prendete un ricottina, capovolgetela sul piatto e conditela con un pesto fatto con olio evo, basilico, sale e pistacchi non sgusciati.
Mangiatela.

Le 10 cose che amo dell'estate:
- risparmi sul riscaldamento
- ti vesti in un attimo
- non hai mai le calze smagliate visto che non te le metti
- non hai bisogno di trucco
- ci sono tantissime varietà di frutta e verdura
- i colori sono più luminosi
- ci si può mettere il cappello in paglia che fa tanto vintage ( cioè si accorda alla mia età :D)
- si vuotano le città
- vengono a trovarti i parenti ( ma questa è anche una piaga)
- puoi aprire un vasetto di foie gras da servire con  i fichi maturi e fare un figurone con dispendio di energie pari a zero.

Ciò detto, se penso:
- alle zanzare, 
- alla gente appicicaticcia ( e qualche volta pure puzzolente) che mi sbaciucca per salutarmi, 
- a quelli che alle 2 di notte si fermano sotto il mio balcone per discutere di calcio
- ai camion della spazzatura che trasformano i bidoni dell'immondizia in maracas alle 4 di mattina
- a mio marito che non sopporta l'aria condizionata per cui mi devo sorbire quanto sopra
mi chiedo:
ma sta cavolo di estate, è proprio necessaria? 



venerdì 19 agosto 2011

Pomodori datterino canditi con timo e erba cipollina



L'orto sociale di un amico di famiglia ha una super produzione di pomodori quest'anno.
Buon per noi che vediamo arrivare cesti di questi meravigliosi rossi frutti.
Lo so che fa caldo e che c'è poca voglia di cucinare ma questa è una preparazione comoda se avete, come me, la cucina a parte.
Praticamente si fa così: si accende il forno e intanto si predispongono  i pomodorini sul vassoio. Si inforna e poi si va in un'altra stanza più fresca e si passa il tempo, necessario per la cottura, a cazzeggiare in internet. Fine della ricetta. Non è semplice?? :-D
Vabbè, passo alla ricetta seria... :P


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Pomodori datterino canditi con timo ed erba cipollina

800 gr circa di pomodori datterino (ovvero, quelli che ci stanno sulla vostra leccarda)
2 cucchiai di sale fino
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaio di timo fresco
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
poco meno di mezzo spicchio d' aglio 
olio evo

Lavate bene i pomodorini e asciugateli con uno strofinaccio.
Tagliateli a metà e accomodateli sulla leccarda  rivestita di carta forno.
In una ciotola, mischiate il sale, lo zucchero, il timo, l'erba cipollina e l'aglio spremuto.
Cospargete con questo composto i pomodorini , passateci un filo d'olio sopra ed infornate a 130° per 2 ore.
Controllate che non si secchino troppo, ogni forno fa come gli pare!


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Permettetemi anche di segnarvi questo post:
http://menuturistico.blogspot.com/2011/08/mai-piu-sconti-sui-libriproviamo.html
Scorrete la lista di Amazon e vedrete la stupefacente offerta. La mia carta di credito bruciaaaa....

mercoledì 17 agosto 2011

Fontainebleux con composta di susine alla vaniglia.



Mi affascinavano sia  il nome del dolce che la sua semplicità.
Se vi piace il sapore della panna questo è il dolce che fa per voi.
Metti una sera a cena, metti che hai ospiti, metti che hai  poca voglia di stare in cucina e che ti manca il dessert.
Et le voilà! ecco a voi un dessert  facile e fresco.
Io l'ho servito freddo ed era una vera delizia, un giusto contrasto con il caldo afoso di questi giorni.


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Fontainebleaux con composta di susine alla vaniglia

Per il fontainebleaux:
200 ml di panna fresca
300 gr di mascarpone
50 gr di zucchero a velo

Per la composta:
una ventina di susine
2 cucchiai di zucchero
1/2 bacca di vaniglia

In una ciotola montate la panna, aggiungete lo zucchero a velo continuando a montare e infine incorporate un po' alla volta il mascarpone.
Suddividete il composto in 4 tovagliolini di tela leggera che poi metterete in 4 piccoli cestini di vimini (potete usare anche quelli delle ricottine opportunamente bucati sul fondo) e lasciatelo asciugare per una notte (o almeno 10 ore). Sul fondo troverete qualche goccia di siero.

Tagliate a piccoli pezzi le susine e mettetele a macerare in una ciotola con lo zucchero per almeno 3 ore. Mettetele poi sul fuoco con la bacca di vaniglia e fate addensare a fuoco dolce per 10 minuti. Fate freddare possibilmente in frigo.

Componete il dolce mettendo sul fondo del piatto il fontainebleux e sopra qualche cucchiaiata di composta di susine.
E' bello servito anche in un vasetto di vetro dello yogurt.





martedì 9 agosto 2011

Sablé con crema frangipane e lamponi

La stradina che dalla via principale si allungava nel bosco verso la colonia estiva, era fiancheggiata da arbusti di lamponi selvatici che piluccavamo golosamente durante le nostre passeggiate.
Raccoglievamo quei piccoli frutti leggermente asprigni per farne delle deliziose crostate e delle marmellate per l'inverno.
Ricordi che si perdono nel tempo, come le persone care che ci hanno lasciato.
Adesso i bordi della stradina sono stati ripuliti, l'erba viene regolarmente tagliata e i rovi sono stati estirpati. Tutto è molto più ordinato, a suo modo asettico, studiato per essere un  ambiente finto "nature".
Ho dovuto arrampicarmi un po' per trovare quei pochi lamponi rimasti mettendoli, come una volta, in un pentolino.
Da quei pochi frutti è nato questo dolce della nostalgia.




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Sablé con crema frangipane e lamponi

Per la pasta sablé:
100 gr di farina di mandorle
150 gr di farina 00
150 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
2 tuorli
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Per il ripieno:
100 gr di mandorle in polvere
100 gr di burro
1 uovo e 1 tuorlo
50 gr di zucchero semolato
la buccia grattata di un limone


100 gr  circa di lamponi

Preparate la pasta unendo alle farine, mischiate fra di loro, lo zucchero a velo,  il burro tagliato a pezzetti e il sale. Al composto sbriciolato, aggiungete i 2 tuorli d'uovo e l'estratto di vaniglia, impastando bene. Avvolgete il composto nella pellicola e fatela riposare in frigo per rassodare.

Preparate il ripieno lavorando a crema il burro morbido, aggiungete lo zucchero,  le mandorle in polvere, l'uovo e il tuorlo, incorporandoli uno alla volta e la buccia di limone.

Stendete la pasta nella teglia, copritela con carta forno, distribuite sopra i fagioli,  cuocetela in bianco a 180° per 15 minuti e lasciatela intiepidire. Potete prepararla anche il giorno prima se volete.

Versate il ripieno nel guscio di pasta, distribuite sopra i lamponi e cuocete in forno a 180° per circa 20'.
Spolverate con zucchero a velo prima di servire



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Con questo post partecipo al contest di Io... così come sono 

Contest a  premi!


giovedì 4 agosto 2011

Terrina di scampi e rana pescatrice

Quest'anno niente ferie e il motivo è presto detto: parenti serpenti!
Non vi sto a raccontare le miserie che stanno dietro a questa affermazione, sta di fatto che ho un po' di tempo per gironzolare fra i blog.
E cosi, gira oggi, gira domani, mi sono imbattuta nel blog di menta piperita.
Mi intrigava l'idea di proporre una terrina estiva e in effetti eccola qui, facile da fare, facile da cuocere, facile da trasportare e facile da consumare.
Ehm.... ho finito i "facile"! :D
Ma se ci mettiamo che si può fare anche qualche giorno prima, che il contenitore è riciclabile e che è elegante, possiamo dire che va benissimo, no?


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Terrina di scampi e rana pescatrice

400 gr di code di scampi (peso considerato al netto)
400 gr di rana pescatrice (peso considerato al netto)
2 uova
150 gr di crema di latte
1/2 bicchiere di vino bianco
qualche rametto di timo
1 spicchio d'aglio in camicia
la buccia di un limone non trattato
olio evo
sale e pepe.

In una padella con un po' d'olio evo, fate imbiondire l'aglio, aggiungete qualche fogliolina di timo e rosolate la rana pescatrice sfumandola con mezzo bicchiere di vino bianco. 
Salate, pepate e lasciate freddare.
Cuocete al vapore le code di scampi aromatizzando l'acqua con la buccia di limone e lasciate freddare.
Frullate la polpa della rana pescatrice con la crema di latte e le uova. Aggiustate di sale.
Accomodate sul fondo di ogni vasetto le code di scampi, versateci sopra la rana pescatrice e finite ancora con gli scampi. Chiudete i vasetti ermeticamente.
Ponete i vasetti in una casseruola, separateli con dei canovacci, ricopriteli d'acqua e cuoceteli per 1 ora.
Si possono servire anche tiepidi ma, a mio parere, sono migliori freddi.
La dose è per 4 se lo si considera un secondo piatto e  basta per 6 se lo si considera un antipasto


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Con questa ricetta partecipo al contest di menta piperita

martedì 2 agosto 2011

Tagliolini alla Teresina

La conoscete vero la canzone popolare dell'uva fogarina?
Quella che dice:
.........
Teresina imbriaguna
poca voia ad lavurar
la se tota una vestaglia
la ghà ancora de pagar...


Ecco, io stamattina ero come la Teresina, non ubriaca ma con niente voglia di lavorare.E'agosto, periodo di ferie, fa caldo, che c'è di strano??
Niente, solo che, a mezzogiorno, cane e marito vogliono pranzare.
E se una non c'ha voglia di fare niente che fa? Una pastasciutta, una delle mie, anarchica nelle dosi e negli ingredienti!
Questi sono rigorosamente tolti dal frigo e passati in padella per non più di 2 minuti.


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Tagliolini alla Teresina
per 2 (il cane non può mangiare pasta)

100 gr di tagliolini
una manciata di olive taggiasche
1 cucchiaio da minestra di capperi panteschi sotto sale
1 cucchiaio di pistacchi
1 decina di pomodorini confit
1 pezzetto d'aglio
2/3 foglie di basilico
olio evo



Io ho sempre in frigo un vaso di pomodorini confit. La mia ricetta è qui, ma se cercate in giro per il web ce ne sono millanta.
Togliete l'osso alle olive taggiasche, che chiaramente vi costerà uno sforzo. Però se non volete fa lo stesso, state solo attente mentre mangiate :D
Tritate il pezzetto d'aglio con il basilico e i pistacchi.
Dissalate i capperi.
Mettete un po' d'olio in una padella, unite tutti gli ingredienti e fateli insaporire aggiungendo un po' d'acqua per la pasta.
Tutto qui. :)

ps: oggi blogger non riconosce gli allineamenti, va a capo quando gli pare e mi incasina il post.Che sia agosto anche per lui?

giovedì 28 luglio 2011

Tartellette di frutti di mare al curry



A me piacciono l'arte della tavola e la cucina francese. 
O forse chissà, più che la cucina francese, mi incanta il loro modo di dare un nome ai piatti.
L'atmosfera diventa chic, si respira un'aria sofisticata ed intrigante....
Noi ci facciamo un toast?  I francesi no,  loro fanno un croque monsieur aggiungendoci un po' di besciamella. Noi facciamo torte salate, tortine o tartellette?  Loro fanno quiche, croustade e flamiche.
Adesso, vuoi mettere fra " tartellette di frutti di mare al curry" e "croustades de fruits de mer parfumè au curry" ?? 
Tutta un'altra cosa, diciamolo! :))

Il libro "Frolla e Sfoglia" di Michel Roux, tanto per rimanere in tema, grande chef francese, ha ispirato questa ricetta.
Ho cambiato ingredienti adattandoli ai prodotti locali e anche il procedimento.....  insomma, di suo, alla fine, è rimasta la pasta brisée o poco più  :D



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Tartellette di frutti di mare al curry

150 gr di  pasta brisée
4 capesante
12 cozze
8 code di scampi
una manciata di spinaci freschi
2 fiori di zucca
50 gr di crema di latte
1 uovo
1 cucchiaino da caffè di curry
1 spicchio d'aglio
timo
vino bianco
sale 
pepe di Sechuan

Ricoprite con la pasta brisée 4 stampi da tartellette di 10 cm di diametro e metteteli in frigo.
Bucherellate il fondo delle tartellette e cuocetele in bianco in forno  a 180° per 10 minuti
Pulite le cozze e fatele aprire in un tegame. Toglietele dal guscio e fatele raffreddare.
Sgusciate le code di scampo. Aprite le capesante, staccatele dalla conchiglia,  togliete quella specie di barbetta marrone e la sacca nera e lavatele.
In una padella metteteci uno spicchio d'aglio e un po' d'olio, buttateci le cape sante e le code di scampi. profumate con il timo, aggiungete un pizzico di sale e del pepe di Sechuan e sfumate con del vino bianco.
La cottura non deve superare i 2 minuti. Lasciate freddare.
Riempite i gusci di brisée distribuendo gli spinaci, 1/2 fiore di zucca ogni guscio e i frutti di mare.
In una ciotola, sbattete l'uovo con la crema di latte, il cucchiaino di curry e 30 gr di acqua fredda e distribuite il composto sulle tartellette.
Infornate a 180° per circa 20 minuti.
Sono buonissime anche fredde.
Qui ci stava bene anche una grattatina di zenzero e un po' più di curry.
Io ci ho aggiunto l'acqua fredda per alleggerire il composto. Potete metterci solo crema di latte o crema di latte e ricotta.

lunedì 25 luglio 2011

Flapjack ai fiocchi d'avena e fragole

....E mentre mi sto dannando per ripulire la dispensa da farine, cereali e frutta secca varia, ecco qui che improvvisamente sembra di essere in autunno. La temperatura si è abbassata di 10 gradi ed accendere il forno non è più un dramma.
Ma le farfalline delle farine proliferano ugualmente e non si lasciano imbrogliare affatto dalla discesa vertiginosa del termometro.
Secondo me, se proprio proprio avevano qualche dubbio, si sono consultate con le zanzare e quindi la battaglia è persa in partenza.
Capirai, dove abito io, le zanzare arrivano a maggio e se ne vanno ad ottobre!
Comunque il flapjack di cui vi parlo io, sono le barrette ai cereali tanto usate in Gran Bretagna, facilissime da preparare e ottime come merenda per i bambini
Se siete a dieta non fatele, sono una tira l'altra.... disgraziatamente :((

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Flapjack ai fiocchi d'avena e fragole

100 gr di fiocchi d'avena
40 gr di burro
30 gr di zucchero di canna
1 cucchiaio da minestra raso di miele  di acacia
50 gr di fragole disidratate 

In un pentolino fate sciogliere a fuoco dolce il burro con lo zucchero e il miele.
Tagliate a piccoli pezzi le fragole ( ma vanno benissimo anche i cranberries) e aggiungeteli  ai fiocchi d'avena.
Togliete il pentolino dal fuoco e unite i fiocchi.
Distribuite il composto in uno stampo imburrato livellandolo a 1 cm. circa di altezza con il dorso di un cucchiaio bagnato e infornate a   180° per 10 minuti.
Togliete dal forno, lasciate freddare per altri 10 minuti e poi tagliate a pezzi.
Io ho usato uno stampo per piccoli financier e con questa dose ho ottenuto 20 pezzi.
A dir la verità mi ero stufata di non riuscire a fare dei rettangoli perfetti con un semplice coltello da cucina :D

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Ah, dimenticavo, buona settimana a tutti

venerdì 22 luglio 2011

Panna cotta con composta di more

Tempo di more e temporali.
L'unico albero di more di mia madre aveva dovuto passare, durante la primavera, un triste periodo.
Mio marito, preso da irrefrenabile attività giardiniera domenicale, completata da un insondabile desiderio di ordine e perfezione del misero quadrato di terra che noi tutti per anni ci siamo ostinati a chiamare giardino, aveva tagliato buona parte dei rami della pianta di more che avevano osato strisciare al di fuori dell'aiuola radicando nel terreno intorno.
A sua discolpa dovrei dire che non capisce una mazza di alberi e fiori essendo nato e vissuto tra sabbia e mare. Lui però, alle mie rimostranze, di scusa ne ha trovata un'altra: la colpa è della pianta che cresce fuori dai bordi, nel posto dell'erba. Lui mica può sapere, senza frutti, che pianta è!
Eccerto! Che pianta invadente ed ignorante!
Comunque la pianta di more si era ripresa ed aveva abbondantemente fruttificato nei 4 rami rimasti.
Per evitare di farmi mordicchiare dalle zanzare tigre, avevo deciso di rinviare il raccolto all'indomani mattina.
Già pregustavo lo strudel di more e crema pasticciera che avrei preparato.
Durante la notte si scatenò un gran temporale con violente raffiche di vento che fecero cadere a terra foglie  e  frutti maturi e così..... svanì per sempre il sogno mio di moreeee
Ho utilizzato quelle poche more rimaste per farne una composta. :((

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Panna cotta con composta di more 
( per 4)

Composta di more:

150 gr di more
60 gr di zucchero
1 cucchiaio da minestra di grappa

Panna cotta

250 gr di crema di latte
3 gr di gelatina ( un foglio e mezzo)
1/2 baccello di vaniglia
70 gr di zucchero

Preparate la composta lavando bene e asciugando le more. Mettete i frutti in una ciotola, aggiungete lo zucchero e la grappa e fate riposare almeno 1 ora. Trasferite le more in una casseruola e cuocetele per una decina di minuti per farle sciroppare. Fate raffreddare.

Mettete i fogli di gelatina a bagno in acqua fredda.
Mettete la panna in un pentolino, aggiungete lo zucchero e i semini della mezza bacca di vaniglia.
Mescolando, portate quasi a bollore la panna a fuoco molto dolce, spegnete, unite la gelatina e fatela sciogliere.Lasciae intiepidire

Mettete sul fondo di 4 piccoli bicchieri da martini (12,5 cl) la composta e distribuitevi sopra la panna cotta.
Mettete in frigo per almeno 6 ore.
A me la panna cotta piace morbida perciò, se li fate il giorno prima per il giorno dopo, si può mettere anche un po' meno gelatina.
Buon fine settimana a tutti!

venerdì 1 luglio 2011

Crumble di ciliegie al cocco

Ovvero come far fuori avanzi vari della dispensa e mantenere il forno in funzione  :D
Comincia a far caldo e le maledette farfalline stanno cercando il posto giusto per nidificare.
Vogliono la guerra??? E guerra sia!
Io vuoto tutti i barattoli, vasi, contenitori, sacchetti e cartine. E voglio proprio vedere dove lasceranno le uova, azz!:))


L'idea della ricetta viene da I grandi libri degli ingredienti  di Slow Food.
Vi metto fra parentesi  gli ingredienti previsti dalla ricetta originale.





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Ingredienti:
500 gr di ciliegie denocciolate (450gr)
2 cucchiai di miele d'acacia ( 3 cucchiai di sciroppo d'acero)
100 gr di farina 00 (120 gr)
100 gr di cocco grattugiato ( 80 gr)
80 gr di burro (100 gr)
3 cucchiai di zucchero integrale di canna ( 2 cucchiai di malto di grano)
un pizzico di sale


Per decorare:
cannella in polvere (io non ce l'ho messa)


In una ciotola, mescolate le ciliegie con il miele.
A parte riunite farina, cocco, burro, zucchero di canna e sale e lavorate gli ingredienti in punta di dita fino ad ottenere un briciolame.
Suddividete le ciliegie in 4 cocottine e distribuitevi sopra  il composto di farina.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.





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mercoledì 29 giugno 2011

Flamiche di ricotta e pomodorini confit

Io adoro Michel Roux.
Trovo perfetti i suoi impasti di base per la sfoglia, la brisée e la frolla.
Fa caldo? Lo so, ma bisogna ben mangiare!
Mio marito passa lamentandosi per la cucina:
- Che idea accendere il forno!
A parte che è cosa risaputa che non voglio nessuno tra i piedi mentre cucino, ma proprio lui si lamenta?!?!?
Lui che entra ed esce?!? E io che sto lì ad arrostire che dovrei dire?!?!
Lo guardo, lui capisce ed esce.
Torniamo alla ricetta valà.

Flamiche di ricotta e pomodorini confit


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Pasta brisée di Michel Roux:


250 gr di farina 00
150 gr di burro leggermente morbido
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Versare la farina sul piano di lavoro, mettere al centro il burro a pezzetti, il sale, lo zucchero e l'uovo cercando di lavorarli con la punta delle dita.
Quando si sarà ottenuto un impasto grumoso, aggiungete il latte e lavorate l'impasto fino a renderlo liscio.
Formate una palla e mettetela in frigo avvolta nella pellicola.


Pomodorini confit:

500 gr di pomodorini
1 spicchio d'aglio
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
qualche fogliolina di timo
olio

Mettete un po' di olio e lo spicchio d'aglio tagliato a fettine in un tegame, accomodatevi i pomodorini uno vicino all'altro, cospargeteli di sale, zucchero e timo e infornate a 150 gradi per un'ora.
I pomodorini che avanzano si possono conservare in un vaso in frigorifero, coperti d'olio per 1/2 settimane.

Ripieno:
1 uovo
100 gr di ricotta
120 gr di crema di latte (anche un po' di più se la ricotta è molto asciutta)
sale

Ho usato metà dell'impasto della brisée per ottenere quattro piccole flamiche, anzichè un'unica tortiera.
In ogni caso il procedimento è uguale.
Stendete l'impasto nella tortiera, bucherellate il fondo con una forchetta e mettete in frigo per alemno 20 minuti.
Preriscaldate il forno a 190°, coprite la pasta con carta forno, cospargetela con i fagioli secchi e cuocete per 20 minuti.
Togliete poi la carta e i fagioli e re-infornate a 200° per 5 minuti
In una ciotola lavorate la ricotta con l'uovo, la crema di latte e un pizzico di sale.
Versate il composto di ricotta lavorata con l'uovo e la crema di latte. nei gusci di pasta,
completate con i pomodorini confit e infornate nuovamente per 15 minuti a 180°.
Questi tempi sono perfetti per il mio forno (ventilato) ma voi controllate il vostro.

ps: mi scuso per le foto, dal portatile non vedo una cippa lippa. :D

lunedì 27 giugno 2011

Torta di ciliegie

Ahimè, so che ho trascurato troppo questo blog e non so come scusarmi.
D'altro canto, se pubblicare post nel blog diventa un lavoro, questo di sicuro non fa per me.
Io sono una indolente fancazzista nata e con l'età ho perfezionato questa mia... ehm.... caratteristica. :D
Per farmi perdonare vi propongo la ricetta della torta di ciliegie di mia nonna.
In verità non è una vera torta di ciliegie, è una torta così, anonima, che si rinnova di stagione in stagione con frutti diversi.
Mia nonna faceva solo dolci da credenza, sapete quelli fatti con burro uova e farina e poco altro che c'era in casa, semplici nell'esecuzione ed esteticamente non molto attraenti.
Lei di certo non pesava gli ingredienti. La dose dello zucchero era di 2 cucchiai colmi per uovo + 1 per la tortiera. Burro e latte abbondavano e la frutta veniva dagli orti.
Così la torta di ciliegie diventava via via di albicocche, di prugne, di more, di pere, di mele e d'uva.


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Ingredienti:
500 gr di farina
200 gr di zucchero
150 gr di burro a temperatura ambiente
100 gr di latte
4 uova
la scorza di 1 limone
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia.
600 gr di ciliegie denocciolate
zucchero a velo


Lavorate il burro a crema, aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale, la buccia grattugiata del limone, le uova, uno alla volta, l'estratto di vaniglia e il latte.
Togliete 2 cucchiai di farina che userete per infarinare le ciliegie.
Mescolate il lievito con la farina setacciata e uniteli al composto di burro e uova miscelando bene gli ingredienti.
Da ultimo aggiungete le ciliege.
Mettete l'impasto nella tortiera debitamente imburrata ed infarinata ed infornate a 180° per circa 45 minuti.
Lasciate freddare, cospargete di zucchero a velo e servite.


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