martedì 30 agosto 2011

Piccole polpettine di fasolari

I fasolari sono molluschi molto comuni qui nell'alto Adriatico.
Non li amo moltissimo ma sono belli da vedere e da fotografare.


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Il mercato del pesce di Chioggia è molto pittoresco e vale la pena di farci un salto.
Anche Chioggia è una bella cittadina, costruita sull'acqua con una pianta a forma di  lisca di pesce e, al pari di Venezia, soggetta alle alte maree che invadono le calli e il corso.
Fino al 1400 Chioggia era una ricca città della laguna, forse più di Venezia. 
Le sue saline producevano l"oro bianco" che era commercializzato in tutta l'Italia; era sede vescovile ed  un suo tribuno partecipava alla confederazione delle 12 isole della laguna, primo nucleo di quello che poi sarebbe diventata la Repubblica Serenissima.
Tutto questo preambolo per raccontarvi della guerra di Chioggia, a modo mio chiaramente.:D
Era più o meno il 1372 quando Genova e Venezia,ospiti di Pietro II a Famagosta, dimenticarono le buone maniere e cominciarono a litigare prima tirandosi addosso il cibo e poi accoltellandosi.
Quando i rappresentanti delle 2 città rientrarono in patria e raccontarono l'accaduto, entrambi i dogi si infuriarono ( anche Genova aveva un doge)  e diedero l'ordine di costruire il maggior numero di navi possibili e di armare le città per vendicare l'onta.
Venezia chiese a Chioggia di partecipare alla guerra ma Chioggia nicchiava perchè doveva già tenere a bada quegli invidiosi di padovani che volevano occupare le sue saline. 
Anzi, a dirla tutta, quei contadini circa 100 anni prima avevano tentato di costruirsi delle saline autarchiche infischiandosene dei trattati firmati.
Chioggia però aveva inventato i marines antelitteram (^_^) e aveva sistemato velocemente la questione distruggendo le fortificazioni nemiche.
La città marinara infatti, dovendosi continuamente difendere, aveva un esercito agguerrito, ben armato e sempre pronto.
La flotta, capitanata dall'ammiraglio Carlo Zeno stava rientrando a vele spiegate dall'Oriente, insistettero i veneziani e, en attendant Zeno, Chioggia, guidata dal suo podestà Pietro Emo,  partecipò alla guerra. 
Zeno che evidentemente non aveva  nessuna voglia di stropicciarsi gli abiti di velluto, arrivò con molta calma solo 5 mesi dopo.
Troppo tardi: i padovani, con l'aiuto del re d'Ungheria avevano assediato la città da nord e Genova l'aveva attaccata dal mare con 47 galee. Chioggia fu distrutta e quasi tutti i suoi abitanti furono uccisi. 
Solo 10 mesi dopo dopo Venezia  libererà la città che però non si riprenderà più.



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Piccole polpettine di fasolari
per circa 20 polpettine

100 gr di fasolari (solo la polpa già pulita)
1 fetta di pane semi integrale ammollata in un po' di latte
2 cucchiai di parmigiano
1 albume 
un trito di prezzemolo e aglio
sale e pepe


farina di mais fioretto
olio per friggere


Mettete tutti gli ingredienti nel mixer, frullate gli ingredienti, aggiustate di sale e pepe e, con le mani bagnate, ricavate delle piccole polpettine che passerete nella farina e friggerete nell'olio.
Sono buone calde o tiepide.



Questo racconto storico lo dovevo a Serena che aspettava gli sviluppi della storia da ben prima che si spargesse la voce di un accappatoio color lampone :-))





lunedì 29 agosto 2011

Bicchierino di yogurt, lamponi e fiocchi d'avena

...ovvero ricetta farlocca del lunedì.
Tutto questo sempre per colpa di Vaniglia sedicente foodstylist, in realtà agente provocatore in incognito.
In incognito per gli altri...eheheh, io l'ho sgamata subito :D
Dovendo far stare in piedi questo post, vi racconterò del mio accappatoio color lampone.
Intanto ecco qui la foto e la ricetta.



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Prendete un bel bicchiere, mettete sul fondo alcuni lamponi, qualche cucchiaiata di yogurt greco e ricopritelo con fiocchi di avena.
Decorate con un lampone.
Fate la foto al bicchiere e poi chiamate vostro marito e dite: lo mangi o lo butto?
Anche se sono le 11 di mattina, in questo periodo di vacche magre vi dirà che lo mangia, borbottando che non capisce il senso di mischiare queste cose insieme.
Non potendogli raccontare che Vaniglia sicuramente metterà la non ricetta e che voi dovete rispondere, potete sempre inventare che volevate vedere in fotografia l'effetto del  fondo rosa del bicchiere con i lamponi rossi. :D
Ma se vi racconto anche del mio accappatoio il post viene troppo lungo e noioso. Sarà per la prossima volta dai  :-)




martedì 23 agosto 2011

Bavarese di pomodoro


Credo si sia capito che adoro Michel Roux.
Adesso ho anche deciso di fare outing:
Voglio sposare Michel Roux! 
C'è da dire che  ne ho parlato con mio marito il quale si dichiara d'accordo purchè gli faccia ascoltare in pace le ultime novità di calciomercato. :(
Mi riferisco a Michel Roux Sr. chiaramente.... ehm... però non disdegnerei neppure Michel Jr..... ho un amore flessibile ed accomodante io.   :-D
Insomma, datemi un Roux in cucina e vi cambierò il mondo!
( Mike I love you, please call me!) 


Questa è una preparazione che vi consiglio caldamente di provare. (oddio, caldamente di questa stagione sarebbe meglio evitare, però..)
E' semplice da fare, fresca, appetitosa e sufficientemente elegante per aprire un pranzo importante.



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Bavarese di pomodoro
per 6

250 gr di pomodoro fresco passato
2 cucchiaiate di passata di pomodoro ( non l'ho messa)
2 fogli di gelatina
5 gocce di tabasco
1 cucchiaio di salsa Worchester
200 ml di panna densa leggermente montata ( io ho usato panna fresca montata un po' di più)
sale e pepe
origano fresco ( aggiunta mia)

Qualche piccola considerazione prima di spiegare la ricetta:
- ho usato del pomodoro fresco che ho passato. Il succo che ho ottenuto, l'ho poi aromatizzato con origano fresco e ridotto fino ad ottenere i 250 gr. richiesti. Poichè era molto denso, non ho usato le due cucchiaiate di passata prevista.
- ho usato crema di latte fresca che, essendo meno densa di quella a lunga conservazione, ha dovuto essere montata un po' di più

Ammollate la gelatina in acqua fredda.
Scaldate un terzo della passata di pomodoro, strizzate la gelatina ammorbidita e e fatela sciogliere dentro.
Mettete in una ciotola la passata di pomodoro fredda e quella con la gelatina, aggiungete il tabasco, la salsa Worchester ed infine la panna.
Regolate di sale e pepe.
Versate la bavarese negli stampini, livellate la superficie e mettete in frigorifero a rassodare per 1 notte. 
Michel Roux dice di mantenere in frigo per 2 ore. Non so se bastano, ma potete provare.
Come stampino io ho usato lo stampo da financier riempito per un terzo ma le porzioni sono un po' grandine.




Ah, volevate la versione finger food? Non ce l'avessi, ma ce l'ho :-))

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lunedì 22 agosto 2011

Ricotta e verdure con pesto al basilico e pistacchi

... ovvero la non ricetta del lunedì.
Di chi è l'idea? Ma di Vaniglia aka Rossella e della sua pressione bassa!
Io vivo al mare per 365 giorni l'anno, a circa 200 metri dalla spiaggia.
Mi piace l'estate? Si certo, se la passo in montagna mi piace moltissimo.
Per il resto amo il mare, specie d'inverno, quando sulla spiaggia non c'è nessuno, il vento ti sferza la pelle e mare e cielo si confondono nei toni del grigio piombo.
Passiamo alla mia non ricetta? Passiamo...


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Prendete un ricottina, capovolgetela sul piatto e conditela con un pesto fatto con olio evo, basilico, sale e pistacchi non sgusciati.
Mangiatela.

Le 10 cose che amo dell'estate:
- risparmi sul riscaldamento
- ti vesti in un attimo
- non hai mai le calze smagliate visto che non te le metti
- non hai bisogno di trucco
- ci sono tantissime varietà di frutta e verdura
- i colori sono più luminosi
- ci si può mettere il cappello in paglia che fa tanto vintage ( cioè si accorda alla mia età :D)
- si vuotano le città
- vengono a trovarti i parenti ( ma questa è anche una piaga)
- puoi aprire un vasetto di foie gras da servire con  i fichi maturi e fare un figurone con dispendio di energie pari a zero.

Ciò detto, se penso:
- alle zanzare, 
- alla gente appicicaticcia ( e qualche volta pure puzzolente) che mi sbaciucca per salutarmi, 
- a quelli che alle 2 di notte si fermano sotto il mio balcone per discutere di calcio
- ai camion della spazzatura che trasformano i bidoni dell'immondizia in maracas alle 4 di mattina
- a mio marito che non sopporta l'aria condizionata per cui mi devo sorbire quanto sopra
mi chiedo:
ma sta cavolo di estate, è proprio necessaria? 



venerdì 19 agosto 2011

Pomodori datterino canditi con timo e erba cipollina



L'orto sociale di un amico di famiglia ha una super produzione di pomodori quest'anno.
Buon per noi che vediamo arrivare cesti di questi meravigliosi rossi frutti.
Lo so che fa caldo e che c'è poca voglia di cucinare ma questa è una preparazione comoda se avete, come me, la cucina a parte.
Praticamente si fa così: si accende il forno e intanto si predispongono  i pomodorini sul vassoio. Si inforna e poi si va in un'altra stanza più fresca e si passa il tempo, necessario per la cottura, a cazzeggiare in internet. Fine della ricetta. Non è semplice?? :-D
Vabbè, passo alla ricetta seria... :P


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Pomodori datterino canditi con timo ed erba cipollina

800 gr circa di pomodori datterino (ovvero, quelli che ci stanno sulla vostra leccarda)
2 cucchiai di sale fino
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaio di timo fresco
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
poco meno di mezzo spicchio d' aglio 
olio evo

Lavate bene i pomodorini e asciugateli con uno strofinaccio.
Tagliateli a metà e accomodateli sulla leccarda  rivestita di carta forno.
In una ciotola, mischiate il sale, lo zucchero, il timo, l'erba cipollina e l'aglio spremuto.
Cospargete con questo composto i pomodorini , passateci un filo d'olio sopra ed infornate a 130° per 2 ore.
Controllate che non si secchino troppo, ogni forno fa come gli pare!


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Permettetemi anche di segnarvi questo post:
http://menuturistico.blogspot.com/2011/08/mai-piu-sconti-sui-libriproviamo.html
Scorrete la lista di Amazon e vedrete la stupefacente offerta. La mia carta di credito bruciaaaa....

mercoledì 17 agosto 2011

Fontainebleux con composta di susine alla vaniglia.



Mi affascinavano sia  il nome del dolce che la sua semplicità.
Se vi piace il sapore della panna questo è il dolce che fa per voi.
Metti una sera a cena, metti che hai ospiti, metti che hai  poca voglia di stare in cucina e che ti manca il dessert.
Et le voilà! ecco a voi un dessert  facile e fresco.
Io l'ho servito freddo ed era una vera delizia, un giusto contrasto con il caldo afoso di questi giorni.


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Fontainebleaux con composta di susine alla vaniglia

Per il fontainebleaux:
200 ml di panna fresca
300 gr di mascarpone
50 gr di zucchero a velo

Per la composta:
una ventina di susine
2 cucchiai di zucchero
1/2 bacca di vaniglia

In una ciotola montate la panna, aggiungete lo zucchero a velo continuando a montare e infine incorporate un po' alla volta il mascarpone.
Suddividete il composto in 4 tovagliolini di tela leggera che poi metterete in 4 piccoli cestini di vimini (potete usare anche quelli delle ricottine opportunamente bucati sul fondo) e lasciatelo asciugare per una notte (o almeno 10 ore). Sul fondo troverete qualche goccia di siero.

Tagliate a piccoli pezzi le susine e mettetele a macerare in una ciotola con lo zucchero per almeno 3 ore. Mettetele poi sul fuoco con la bacca di vaniglia e fate addensare a fuoco dolce per 10 minuti. Fate freddare possibilmente in frigo.

Componete il dolce mettendo sul fondo del piatto il fontainebleux e sopra qualche cucchiaiata di composta di susine.
E' bello servito anche in un vasetto di vetro dello yogurt.





martedì 9 agosto 2011

Sablé con crema frangipane e lamponi

La stradina che dalla via principale si allungava nel bosco verso la colonia estiva, era fiancheggiata da arbusti di lamponi selvatici che piluccavamo golosamente durante le nostre passeggiate.
Raccoglievamo quei piccoli frutti leggermente asprigni per farne delle deliziose crostate e delle marmellate per l'inverno.
Ricordi che si perdono nel tempo, come le persone care che ci hanno lasciato.
Adesso i bordi della stradina sono stati ripuliti, l'erba viene regolarmente tagliata e i rovi sono stati estirpati. Tutto è molto più ordinato, a suo modo asettico, studiato per essere un  ambiente finto "nature".
Ho dovuto arrampicarmi un po' per trovare quei pochi lamponi rimasti mettendoli, come una volta, in un pentolino.
Da quei pochi frutti è nato questo dolce della nostalgia.




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Sablé con crema frangipane e lamponi

Per la pasta sablé:
100 gr di farina di mandorle
150 gr di farina 00
150 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
2 tuorli
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Per il ripieno:
100 gr di mandorle in polvere
100 gr di burro
1 uovo e 1 tuorlo
50 gr di zucchero semolato
la buccia grattata di un limone


100 gr  circa di lamponi

Preparate la pasta unendo alle farine, mischiate fra di loro, lo zucchero a velo,  il burro tagliato a pezzetti e il sale. Al composto sbriciolato, aggiungete i 2 tuorli d'uovo e l'estratto di vaniglia, impastando bene. Avvolgete il composto nella pellicola e fatela riposare in frigo per rassodare.

Preparate il ripieno lavorando a crema il burro morbido, aggiungete lo zucchero,  le mandorle in polvere, l'uovo e il tuorlo, incorporandoli uno alla volta e la buccia di limone.

Stendete la pasta nella teglia, copritela con carta forno, distribuite sopra i fagioli,  cuocetela in bianco a 180° per 15 minuti e lasciatela intiepidire. Potete prepararla anche il giorno prima se volete.

Versate il ripieno nel guscio di pasta, distribuite sopra i lamponi e cuocete in forno a 180° per circa 20'.
Spolverate con zucchero a velo prima di servire



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Con questo post partecipo al contest di Io... così come sono 

Contest a  premi!


giovedì 4 agosto 2011

Terrina di scampi e rana pescatrice

Quest'anno niente ferie e il motivo è presto detto: parenti serpenti!
Non vi sto a raccontare le miserie che stanno dietro a questa affermazione, sta di fatto che ho un po' di tempo per gironzolare fra i blog.
E cosi, gira oggi, gira domani, mi sono imbattuta nel blog di menta piperita.
Mi intrigava l'idea di proporre una terrina estiva e in effetti eccola qui, facile da fare, facile da cuocere, facile da trasportare e facile da consumare.
Ehm.... ho finito i "facile"! :D
Ma se ci mettiamo che si può fare anche qualche giorno prima, che il contenitore è riciclabile e che è elegante, possiamo dire che va benissimo, no?


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Terrina di scampi e rana pescatrice

400 gr di code di scampi (peso considerato al netto)
400 gr di rana pescatrice (peso considerato al netto)
2 uova
150 gr di crema di latte
1/2 bicchiere di vino bianco
qualche rametto di timo
1 spicchio d'aglio in camicia
la buccia di un limone non trattato
olio evo
sale e pepe.

In una padella con un po' d'olio evo, fate imbiondire l'aglio, aggiungete qualche fogliolina di timo e rosolate la rana pescatrice sfumandola con mezzo bicchiere di vino bianco. 
Salate, pepate e lasciate freddare.
Cuocete al vapore le code di scampi aromatizzando l'acqua con la buccia di limone e lasciate freddare.
Frullate la polpa della rana pescatrice con la crema di latte e le uova. Aggiustate di sale.
Accomodate sul fondo di ogni vasetto le code di scampi, versateci sopra la rana pescatrice e finite ancora con gli scampi. Chiudete i vasetti ermeticamente.
Ponete i vasetti in una casseruola, separateli con dei canovacci, ricopriteli d'acqua e cuoceteli per 1 ora.
Si possono servire anche tiepidi ma, a mio parere, sono migliori freddi.
La dose è per 4 se lo si considera un secondo piatto e  basta per 6 se lo si considera un antipasto


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Con questa ricetta partecipo al contest di menta piperita

martedì 2 agosto 2011

Tagliolini alla Teresina

La conoscete vero la canzone popolare dell'uva fogarina?
Quella che dice:
.........
Teresina imbriaguna
poca voia ad lavurar
la se tota una vestaglia
la ghà ancora de pagar...


Ecco, io stamattina ero come la Teresina, non ubriaca ma con niente voglia di lavorare.E'agosto, periodo di ferie, fa caldo, che c'è di strano??
Niente, solo che, a mezzogiorno, cane e marito vogliono pranzare.
E se una non c'ha voglia di fare niente che fa? Una pastasciutta, una delle mie, anarchica nelle dosi e negli ingredienti!
Questi sono rigorosamente tolti dal frigo e passati in padella per non più di 2 minuti.


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Tagliolini alla Teresina
per 2 (il cane non può mangiare pasta)

100 gr di tagliolini
una manciata di olive taggiasche
1 cucchiaio da minestra di capperi panteschi sotto sale
1 cucchiaio di pistacchi
1 decina di pomodorini confit
1 pezzetto d'aglio
2/3 foglie di basilico
olio evo



Io ho sempre in frigo un vaso di pomodorini confit. La mia ricetta è qui, ma se cercate in giro per il web ce ne sono millanta.
Togliete l'osso alle olive taggiasche, che chiaramente vi costerà uno sforzo. Però se non volete fa lo stesso, state solo attente mentre mangiate :D
Tritate il pezzetto d'aglio con il basilico e i pistacchi.
Dissalate i capperi.
Mettete un po' d'olio in una padella, unite tutti gli ingredienti e fateli insaporire aggiungendo un po' d'acqua per la pasta.
Tutto qui. :)

ps: oggi blogger non riconosce gli allineamenti, va a capo quando gli pare e mi incasina il post.Che sia agosto anche per lui?